Terremoto Marocco, Don Malnati: "La fraternità supera le differenze religiose"

"Oggi la piccola comunità cattolica in Marocco, dove c'è un cardinale e ci sono vescovi, di lingua francese, già si è messa a disposizione dei musulmani che hanno subito danni alle case e il trauma della perdita di persone care. La cosa più importante è vedere che le differenze religiose non costituiscono ostacoli ma diventano occasione di fraternità". Lo ha detto il teologo Ettore Malnati, vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di TRIESTE. "Il Marocco è uno degli stati musulmani più tolleranti nei confronti dei cristiani; il re è uno dei diretti discendenti di Maometto e ha sempre guardato con rispetto al cristianesimo", ha spiegato don Malnati sottolineando che "Francesco si recò in Marocco". Il teologo, che ha ricordato i momenti passati "nel terremoto del Friuli e in quello dell'Irpinia", ha indicato che per "i superstiti la prima necessità è sentire accanto a loro la solidarietà". Un sentimento che "li incoraggia a guardare alle rovine della distruzione e alle persone che non ci sono più". Auspicando che "il mondo di fronte all'aumentare di terremoti, trovi sicurezza nell'edilizia, perché gli edifici siano costruiti per resistere alle scosse", il teologo ha espresso la proprio "solidarietà alla comunità marocchina in Italia; voglio che sentano che anche la chiesa farà il suo dovere qui e in Marocco". (ANSA). DO
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