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Cronaca

“Tanto a lamentarsi che non ci sono bottini alle fermate”: triestina furiosa, sfogo sui mozziconi

Luca Marsi ·
“Tanto a lamentarsi che non ci sono bottini alle fermate”: triestina furiosa,  sfogo sui mozziconi

Uno sfogo secco, di quelli che non girano attorno alle parole e puntano dritti al punto. Una triestina ha pubblicato sui social una segnalazione accompagnata da una foto che, nel giro di poco, ha acceso commenti e reazioni: mozziconi di sigaretta sparsi a terra e un cestino/posacenere visibilmente strapieno.

Il messaggio è tutto in un’unica frase, scritta con tono furioso e provocatorio:
“Tanto a lamentarsi che non ci sono bottini alle fermate del bus… ma x questi schifosi zozzoni, cambierebbe qualcosa??”

Una domanda retorica che mette insieme due temi: da un lato le lamentele ricorrenti sull’assenza di cestini in alcune fermate, dall’altro l’accusa diretta a chi sporca comunque, anche quando un punto di raccolta è presente.

La foto: cestino pieno e sigarette a terra, l’immagine che fa arrabbiare

Nello scatto pubblicato si vede chiaramente un cestino metallico con struttura a griglia e la parte superiore adibita a posacenere: appare piena di mozziconi, mentre attorno, sul marciapiede, sono visibili numerose cicche buttate a terra.

Una scena che, a colpo d’occhio, suggerisce una situazione di inciviltà diffusa: non solo rifiuti nel cestino, ma anche molta sporcizia “fuori”, come se il gesto di buttare a terra fosse diventato automatico, indipendentemente dalla presenza del contenitore.

La polemica: “non è mancanza di cestini, è mancanza di rispetto”

Il senso della segnalazione è proprio questo: secondo la triestina che ha scritto il post, il problema non sarebbe soltanto “mettere più bottini”, ma il comportamento di chi continua a trattare la città come se fosse un posacenere gigante.

Lo sfogo usa parole pesanti, senza filtri, e chiama in causa direttamente i responsabili: “zozzoni”. Il tema diventa quindi quello del rispetto dello spazio pubblico, soprattutto in luoghi delicati come le fermate del bus, dove transitano ogni giorno anziani, studenti, lavoratori, famiglie.

Una rabbia che interpreta molti: “pulizia e civiltà sono un dovere, non un optional”

Questa segnalazione, oltre alla singola foto, racconta un nervo scoperto: l’irritazione crescente di chi vede angoli di città sporcati in modo ripetitivo e spesso evitabile con un gesto minimo.

La domanda finale del post (“cambierebbe qualcosa?”) è anche una fotografia amara di un problema più grande: quando manca l’educazione civica, anche le soluzioni pratiche rischiano di non bastare.

E così una semplice immagine, pubblicata con rabbia, diventa un piccolo caso: perché non parla solo di cicche e cestini, ma di come viene vissuta Trieste ogni giorno, tra chi la rispetta e chi la tratta come se non fosse di nessuno.

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