Tabacchi ed e-cig, Fvg lo studio per consumo

Si è svolta oggi a Trieste, presso il Savoia Excelsior Palace, la presentazione del “2° Rapporto sul commercio illecito nel settore tabacco e E-cig” realizzato da Eurispes, in collaborazione con la Fondazione Osservatorio Agromafie e con il contributo di Philip Morris Italia.
L’elaborazione del Rapporto è frutto del lavoro svolto dal Tavolo M.A.C.I.S.T.E. (Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi ed E-cig), coordinato dalla Fondazione, che ogni anno coinvolge i principali protagonisti del settore a livello nazionale per restituire un quadro esaustivo del fenomeno criminale nel settore del tabacco. Ai tavoli di lavoro hanno partecipato esponenti della Guardia di Finanza, dei Carabinieri Nas, della Polizia Postale, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, della Direzione Investigativa e della Direzione Nazionale Antimafia, esperti del settore (Federazione Italiana Tabaccai, Organizzazione Nazionale Tabacco, Associazione Nazionale Produttori Fumo Elettronico e Philip Morris Italia) e i componenti del Comitato scientifico della Fondazione Agromafie. Hanno preso parte ai diversi tavoli, inoltre, diversi esponenti dei Ministeri competenti, tra cui: il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Secondo gli ultimi dati rilevati, nel 2022 l’Italia, con una quota di illecito sostanzialmente invariata al 2,3% del consumo nazionale, si conferma una best practice. A livello europeo, invece, si registra un consumo di sigarette illecite pari a 35,8 miliardi, causando ai governi una perdita stimata di 11,3 miliardi di euro di entrate fiscali, l’8,5% in più rispetto al 2021.
Il Friuli-Venezia Giulia con una quota di oltre il 29% rimane, in continuità con la precedente rilevazione, la prima Regione in Italia per consumo di prodotto illecito. La Regione sconta infatti la prossimità territoriale e il differenziale di prezzo rispetto al mercato sloveno, dal quale transita ogni anno quasi mezzo miliardo di sigarette illecite .
“In un quadro nazionale stabile e sostanzialmente positivo il Friuli-Venezia Giulia soffre storicamente la vicinanza alla Slovenia, Paese dove i prezzi sono più bassi e che è pertanto la maggiore fonte di prodotto illecito verso l’Italia – ha commentato Piergiorgio Marini, Responsabile Relazioni Esterne e Prevenzione Illecito di Philip Morris Italia – Questi dati evidenziano la necessità di mantenere alta l’attenzione e di proseguire l’attività di contrasto al fenomeno del commercio illecito, nel segno della collaborazione tra pubblico e privato, perché non è solo una battaglia a favore della legalità ma anche a difesa delle migliaia posti di lavoro che abbiamo generato nel nostro Paese e a tutela del Made in Italy”.
“I dati fotografati dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare di Coldiretti tramite i lavori del tavolo M.A.C.I.S.T.E parlano chiaro: l’Italia si conferma il primo Paese in Europa non solo per i volumi di produzione di tabacco, ma anche per quelle che sono le garanzie normative, organizzative e istituzionali che il settore del tabacco è in grado di garantire agli operatori pubblici e privati. Nel quadro generale restano tuttavia alcune ombre, perché se è vero che la quota di illecito in Italia è la più bassa in Europa è anche vero che alcune regioni, in considerazione di diverse condizioni (soprattutto geografiche), mostrano una situazione su cui mantenere alta l’attenzione - ha osservato Gennarino Masiello, Presidente ONT Italia e Vice Presidente nazionale di Coldiretti - Si tratta sotto diversi aspetti di una questione di sicurezza, ma anche di concorrenza leale e di tutela della filiera da un punto di vista economico, ambientale e sociale. L’Italia può giocare un ruolo da protagonista, anche in Europa, poiché nel nostro paese, oltre alle condizioni appena richiamate, abbiamo ormai dal 2011 la fortuna di avere un accordo di filiera nel settore del tabacco tra Coldiretti e Philip Morris in cui l’integrazione delle diverse fasi ha favorito difesa del settore, sviluppo, innovazione e migliorato la sostenibilità dell’intero settore”.
Il mercato dei prodotti del tabacco in Italia vale circa 20 miliardi di euro con entrate per il fisco che superano i 14,5 miliardi di euro e circa 50.000 lavoratori impiegati. Se circa 2 sigarette su 100 in Italia sono di provenienza illecita, il Paese è una best practice in Europa rispetto al fenomeno con dati significativamente migliori rispetto agli altri Paesi quali Francia (32,4%), Irlanda (24,4%), Inghilterra (21,2%) e Grecia (20,9%). Nonostante il nostro Paese sia tra i più virtuosi, ciò non deve far perdere di vista la pericolosità di un fenomeno che produce, tra l’altro, un danno erariale rilevante: le perdite per le casse dello Stato italiano si attestano infatti su valori che vanno oltre i 280 milioni di euro l’anno. L’entità dei sequestri inoltre testimonia come l’Italia sia comunque un paese di passaggio verso gli altri mercati europei, ben presidiato dalle forze dell’ordine che oppongono un’efficace azione di contrasto nei confronti dei flussi illeciti.
All’evento, hanno partecipato: Serena Tonel, Vicesindaco di Trieste; Stefano Zannier, Assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche Friuli-Venezia Giulia, Rappresentante CCIAA Trieste; Raffaella Saso, Vicedirettore Eurispes; Gennarino Masiello, Presidente ONT; Piergiorgio Marini, Manager External Affairs – lllicit Trade Prevention Philip Morris Italia; Gianni Di Danieli, avvocato; Carlo Ricozzi, già Generale CA Guardia di Finanza e coordinatore del tavolo di lavoro Maciste; Giovanni Avitabile, Gen. D. Comandante Regionale Friuli-Venezia Giulia della Guardia di Finanza; Ivo Bozzato, Direttore Coldiretti Trieste.
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