Struttura dell'OMA necessita di importanti manutenzioni, raccolta fondi online delle suore triestine
"Buongiorno,
sono sr Francesca Giachetto, la direttrice dell'Oratorio Maria Ausiliatrice di Trieste. Vi scrivo per presentarvi la nostra bella opera salesiana e per chiedervi un aiuto per la situazione difficile in cui ci stiamo trovando.
L'Oratorio Maria Ausiliatrice nasce nel 1947 grazie all'opera del parroco salesiano, don Montecchio che richiede la presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice prendersi cura in modo speciale delle ragazze e dei bambini del rione povero e popolare della zona. Lo spirito che ha animato e anima tutt'oggi la casa nasce dal carisma salesiano e dal cuore di don Bosco che già agli inizi del 1800 girava per i cantieri di Torino per raccogliere orfani e piccoli lavoratori per offrire loro una casa, del cibo e dell'istruzione per il futuro. li Sistema preventivo salesiano fondato sulla ragione, la religione e l'amorevolezza resta il metodo educativo e la spiritualità profonda dell'opera che ad oggi conta circa 70 dipendenti ed offre attività educative che coinvolgono quotidianamente circa 400 persone tra bambini e ragazzi. Oggi infatti la casa accoglie una Scuola dell'Infanzia con sezione primavera {60 bambini fascia 2-6 anni), un Doposcuola Socio Educativo {120 bambini e ragazzi fascia 6-13 anni) e una sede del Centro di Formazione professionale CIOFS - FP (220 allievi fascia 14-19 anni). Le opere che si sono sviluppate nel corso del tempo rispondono così alle necessità iniziali.
La Scuola dell'Infanzia è sorta negli anni 50 in risposta alle esigenze delle famiglie del rione. Nel 2001 ottiene il riconoscimento di scuola paritaria dal Ministero dell'Istruzione. Nella pluralità dei modelli scolastici e formativi presenti, la scuola dell'Infanzia Maria Ausiliatrice, si presenta come scuola cattolica, salesiana, paritaria (D.M. 2001) che svolge il suo servizio pubblico. È una Comunità Educativa composta da Figlie di Maria Ausiliatrice e laici nella quale ogni persona vi opera con responsabilità, allo scopo di assicurare la realizzazione dell'offerta formativa. La sua identità si ispira alla visione cristiana, al sistema preventivo di Don Bosco e di M. Mazzarello, così sintetizzato: ragione, religione, amorevolezza.
L'attenzione è rivolta non solo al bambino ma anche a tutta la realtà familiare che viene coinvolta come elemento fondamentale di alleanza ma anche come destinataria di una serie di obiettivi educativi.
li Doposcuola Socio Educativo è convenzionato con il Comune di Trieste, e collegato tramite un protocollo educativo con il plesso scolastico dell'I.C. Bergamas. Accoglie circa 120 ragazzini dalla prima elementare alla terza media. Il servizio offerto poi, non è di semplice doposcuola: le offerte educative sono molto più ampie e cercano di promuovere una educazione integrale dei ragazzi anche tramite laboratori, uscite, momenti di condivisione e confronto. Tutto questo è possibile grazie all'equipe di 10 educatori che lavorano quotidianamente con i ragazzi. Le offerte si estendono anche alle famiglie che vengono coinvolte il più possibile nel percorso educativo dei ragazzi. La fascia di famiglie che ruota attorno al doposcuola è prevalentemente di famiglie di ceto popolare, molte di provenienza non italiana e altre seguite dai servizi sociali. Questo comporta che molte famiglie non riescono a pagare la retta e risultano a carico del nostro ente; la necessità dopo il tempo del Covid è aumentata in modo esponenziale e ci ritroviamo a sostenere molti ragazzi che hanno realmente bisogno di aiuto. Grazie al protocollo stipulato, gli insegnanti indirizzano al doposcuola diversi ragazzi che hanno bisogno di un aiuto personalizzato, e sebbene le porte non si chiudano mai, diventa sempre più difficile trovare risorse.
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La sede del Centro di Formazione Professionale CIOFS FP, storica presenza nel territorio accoglie circa 220 giovani adolescenti e offre quattro indirizzi professionali: Informatica, Amministrazione, Turismo, Commercio . L'utenza è sicuramente molto impegnativa perché si accolgono al Centro, oltre ai giovani che dimostrano una propensione per il lavoro più che per lo studio, ragazzi che non hanno terminato il percorso della scuola dell'obbligo (e il fenomeno dell'abbandono scolastico diventa sempre più preoccupante), ragazzi con certificazioni e difficoltà sia nell'apprendimento sia dal punto di vista comportamentale, minori stranieri. Il lavoro dei formatori quindi risulta sempre più impegnativo e complesso. Le famiglie che vengono intercettate dal Centro presentano spesso fatiche sia di tipo economico che culturale e sociale, con varie forme di dipendenza e/o devianza. Potremmo dire che molti nuclei familiari incontrati nelle diverse attività dell'opera presentano una povertà economica sia relativa che assoluta, non dispongono (o non sono in grado di gestirle) delle risorse necessarie per assicurare ai loro figli condizioni di salute, opportunità di istruzione, esperienze di tempo libero adeguate alle loro esigenze. A volte le difficoltà economiche si traducono nell'impossibilità di assicurare una giusta e corretta alimentazione. Frequentemente la povertà economica si connette alla povertà relazionale, generata spesso dai contrasti che sorgono all'interno di tante coppie genitoriali, che possono sfociare nella rottura del rapporto stesso, nell'allontanamento della figura paterna e nel dover farsi carico da sole, come madri, dell'educazione e del mantenimento dei figli.
Come si può evincere dalla presentazione sommaria, l'Orna scommette sull'educazione e l'accoglienza di quei ragazzi e giovani che ai tempi di don Bosco venivano chiamati pericolanti, oggi diremmo a rischi o. La certezza e la speranza che ci muove è che "in ogni giovane c'è un punto accessibile al bene" come diceva don Bosco e questo va trovato e sviluppato, offrendo a tutti delle opportunità di crescita, perché i giovani sono il futuro della società. L'opera ha maturato nel corso degli anni alcune convinzioni e scelte di fondo che hanno delineato una fisionomia ben chiara. L'OMA si concepisce come un patrimonio sociale, come un'opportunità nella rete ampia di coloro che nel territorio cittadino si occupano di giovani generazioni. È questa la scelta fatta, nella consapevolezza della propria appartenenza e dell'essere costruttori di ponti e non di muri. Il collegamento con il territorio quindi, con i servizi, le scuole, la partecipazione a tavoli di coordinamento risulta essere fondamentale perché crediamo nella rete di speranza che si può intessere tra le parti e crediamo al lavoro per il bene comune della nostra città. La rete è in primo luogo rivolta alle famiglie ed è per questo che un punto irrinunciabile per l'opera è rinsaldare la relazione con le famiglie, creare dei sostegni, puntare sulla formazione e sull'incontro personale, tentare di sostenere le famiglie nelle varie necessità della vita quotidiana.
L'edificio in cui tutto questo prende vita è stato costruito a tappe, a seconda delle necessità del momento e ora presenta consist ent i necessit à di manutenzione. non da ultimo un massiccio lavoro per la sostituzione della centrale termoidraulica (e un passaggio necessario al fotovoltaico), la sistemazione di alcuni spazi per poter trasferire gli uffici e lasciare spazio alle classi dei ragazzi. Questi lavori, che devono necessariamente essere fatti, ci trovano nell'impossibilità di sostenere le spese perché non riusciamo nemmeno a coprire del tutto le rette dei ragazzi che non possono pagare. Da qui l'esigenza di rivolgersi all'esterno (e anche a voi) alla ricerca di risorse per poter effettuare le opere di manutenzione.
Dalla fine di maggio, per circa un mese, partirà una campagna di crowfounding tramite la piattaforma GINGER ,per raccogliere almeno una parte di quanto ci serve. A tutti gli amici e a chi ha a cuore l'opera manderemo il link nel quale ci sono tutte le informazioni e l'iban a cui fare il versamento. Vi ringraziamo per qualunque contributo potrete darci, compatibilmente con le vostre possibilità. Ogni elargizione potrà essere detraibile.
Quello che ci sta a cuore è poter continuare a tenere in vita questa bella realtà dell'oratorio Maria Ausiliatrice che tanto ha fatto e continua a fare per i giovani, bambini e famiglie della città. Grazie fin d'ora
Cordialmente"
E' la lettera della direttrice dell'Oratorio Maria Ausiliatrice di Trieste.
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