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Cronaca

Stalking e paura senza fine: il dramma delle donne perseguitate raccontato a Morning News

Luca Marsi·
Stalking e paura senza fine: il dramma delle donne perseguitate raccontato a Morning News

La cronaca continua a restituire dati allarmanti: i casi di violenza sulle donne non solo non diminuiscono, ma mostrano una crescita che interroga istituzioni e società civile. A parlarne, nella puntata odierna di Mattino Cinque News su Canale 5, non solo esperti e dati, ma anche una voce diretta, quella di una donna che ha scelto di farsi chiamare “Fortuna”, nome di fantasia per proteggere la propria identità.

“Fortuna” ha accettato di raccontare la sua storia in collegamento, portando con sé un’esperienza di dolore, paura e resistenza, simbolo purtroppo di tante altre vite segnate dalla violenza domestica e dallo stalking.

“all’inizio sembrava amore, poi è diventato un incubo”

La donna ha spiegato di aver conosciuto e accolto nella sua vita un uomo che solo dopo poco tempo ha mostrato la sua vera natura. “Era un narcisista – racconta –. All’inizio sembrava un compagno perfetto, un amante attento. Poi sono arrivate le alzate di voce, i divieti: non uscire, non chiamare i tuoi genitori, non vedere gli amici, non andare a lavorare. Alla fine, la sua autorità si è fatta sentire con le mani”.

Il racconto si fa ancora più duro quando ricorda i tentativi di aggressione fisica: “La prima volta ha provato a uccidermi con il filo del citofono, proprio vicino alla porta mentre cercavo di scappare”.

persecuzioni anche dopo l’arresto

L’uomo venne arrestato, ma per “Fortuna” la persecuzione non si fermò. “È stato in isolamento 45 giorni, poi messo ai domiciliari. Lì si è procurato una scheda telefonica e ha iniziato a tormentarmi con profili falsi sui social network”.

La donna racconta un continuo scappare, cambiare abitazione per sfuggire all’uomo: “Ho cambiato quattro case, in una di queste ero a 100 km dalla mia città, ma lui è riuscito a rintracciarmi e anche lì ha tentato di uccidermi di nuovo”.

“la paura non passa mai”

Oggi l’uomo è nuovamente in carcere, ma il timore non abbandona la donna: “Io mi sento una sopravvissuta, ma la paura resta. È una risposta naturale, primaria, di fronte a una minaccia reale. Lui, anche dal carcere, trova il modo di mandarmi piccoli messaggi. Non so come potrebbe andare a finire”.

Il suo volto non è stato mostrato in trasmissione, una scelta dettata da esigenze di sicurezza.

un messaggio per tutte le donne

La testimonianza di “Fortuna” assume un valore collettivo: non solo denuncia le carenze del sistema di protezione, ma invita altre donne a non rimanere in silenzio. “Denunciare è difficile, ma necessario. Bisogna ribellarsi, anche se il percorso è pieno di ostacoli”, è il messaggio che emerge dal suo racconto.

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