Siringhe e boccette di metadone in pieno giorno: l’allarme in viale XX Settembre (VIDEO)

Non è la solita lamentela da social, non è il classico “gira male oggi”, non è nemmeno un episodio da archiviare come semplice sporcizia urbana. Perché quando in una delle zone più vive e frequentate di Trieste compaiono siringhe abbandonate e boccette riconducibili a metadone, il problema smette di essere estetico e diventa immediatamente una questione di sicurezza, salute pubblica e decoro.
Nel pomeriggio di sabato 10 gennaio 2026, in viale XX Settembre (zona Viale Alta, come riferito nella segnalazione arrivata alla redazione), un cittadino ha documentato la situazione con un video e poche parole che suonano come uno schiaffo: “Se ti interessa siringhe e boccette di metadone”.
Parole che in realtà non dovrebbero mai essere pronunciate in un luogo che è, ogni giorno, passerella di famiglie, studenti, anziani, turisti, bambini che camminano mano nella mano, persone che entrano e escono dai negozi, che si fermano per un caffè o per una commissione veloce. Un viale che è simbolo di normalità triestina, e che invece si ritrova ancora una volta associato a un’immagine opposta: un rischio concreto per chiunque.
Non è degrado “da foto”: è un pericolo vero
Il punto non è solo la bruttura. Il punto non è nemmeno soltanto la vergogna. Il punto è che una siringa a terra non è rifiuto qualsiasi: è potenzialmente un oggetto pericoloso, che può causare ferite e conseguenze sanitarie serie. Un bambino che gioca, un cane che annusa, un passante che inciampa, un operatore che pulisce senza protezioni adeguate: basta un attimo.
E quando questi episodi non sono isolati, quando iniziano a ripetersi e ad essere percepiti come “normali”, la città entra in un’altra dimensione: quella in cui il degrado non è più l’eccezione ma la consuetudine. Ed è proprio lì che Trieste perde pezzi.
La rabbia di chi vive la strada: “non possiamo abituarci”
La denuncia, questa volta, non arriva da un comunicato politico o da un post urlato. Arriva dalla strada, come spesso accade, dalla voce secca di chi vede e non vuole far finta di niente. C’è un punto di rottura in ogni quartiere, in ogni via: quello in cui i cittadini smettono di dire “pazienza” e iniziano a dire “basta”.
Perché nessuno pretende miracoli. Ma tutti pretendono almeno una cosa: che la città non venga lasciata andare e che le zone centrali, quelle simbolo del passeggio triestino, non diventino teatro ripetuto di episodi che fanno paura e che alimentano un senso di abbandono.
Serve una risposta: pulizia immediata e presidio vero
La pulizia è la prima urgenza, ovvio. Ma non può essere l’unica. Perché se la scena si ripete, allora significa che non basta intervenire “dopo”. Serve prevenire. Serve presidiare. Serve monitorare. Serve capire dove nasce il problema e perché continua a manifestarsi proprio in aree così frequentate.
Questo non significa criminalizzare, non significa fare caccia all’uomo, non significa buttare benzina sul fuoco. Significa però una cosa che in molte città europee viene considerata normale: proteggere la vivibilità degli spazi pubblici.
Perché il diritto di passeggiare sereni in viale XX Settembre vale quanto ogni altro diritto. E non può essere sacrificato sull’altare dell’indifferenza o della rassegnazione.
Trieste non può permettersi il “tanto è così”
Il rischio più grande, alla fine, è sempre lo stesso: abituarsi. Dire “eh, succede”. Scorrere. Dimenticare. E invece no: episodi come questo vanno raccontati proprio per impedirlo. Perché una città che si rassegna al degrado diventa una città in cui il degrado si sente a casa.
E allora questa segnalazione non è solo una lamentela: è un segnale. Un campanello. Una richiesta di intervento.
Trieste, su questo fronte, deve decidere se vuole essere una città che difende il suo volto o una città che lo lascia scivolare via, un pezzo alla volta.
📌 Se avete segnalazioni, foto o video (sempre senza mettere a rischio voi stessi), potete scriverci: il territorio si difende anche con gli occhi aperti.
DI SEGUITO IL VIDEO
RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli correlati
CronacaTrieste festeggia Gelatodamare: conquistati i Due Coni del Gambero Rosso
Un importante riconoscimento per una realtà del panorama artigianale cittadino. Gelatodamare, la gelateria di via Foschiatti 9, ha annunciato di aver ottenuto i Due Coni nella guida Gambero Rosso, uno dei principali riferimenti nazionali de
CronacaSquali, WWF: dal Golfo di Trieste un nuovo metodo per favorire la convivenza con l'uomo
Proteggere gli squali e le razze non significa soltanto salvaguardare specie a rischio di estinzione. Significa anche trovare soluzioni che permettano alle persone e alla fauna marina di condividere lo stesso mare. È questa la storia che, i
CronacaSoccorso Alpino FVG: quattro interventi in successione
Tra le 15.30 circa e le 17.30 circa ci sono state quattro attivazioni per le stazioni del soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia da parte della Sala operativa regionale emergenze sanitarie. La stazione di Udine è stata impegnata prima in
CronacaForte odore di gas dopo il pieno: paura a Pordenone, intervengono i Vigili del Fuoco
Questa mattina una squadra dei Vigili del Fuoco del comando di Pordenone unitamente al personale abilitato alla messa in sicurezza e bonifica dei serbatoi GPL della regione è intervenuta per una copiosa perdita di gas dal serbatoio un autov
