Sicurezza a Trieste, Paul Pisani: «I “maranza” sono un po’ spariti dalla movida» (VIDEO)

Un’estate definita «favolosa», settanta concerti seguiti tra Friuli Venezia Giulia e Veneto e un quadro della movida triestina che, secondo Paul Pisani di GIS, appare oggi più tranquillo rispetto al passato. Ma con alcune aree, a partire da piazza Libertà, nelle quali la sola deterrenza della sicurezza privata non sarebbe sufficiente.
È il quadro emerso durante la diretta “Verso la fine dell’estate”.
«Un’estate a dir poco meravigliosa»
Pisani ha tracciato innanzitutto un bilancio dell’attività svolta durante la stagione.
«Noi abbiamo fatto e non abbiamo ancora finito un’estate che è a dir poco meravigliosa», ha spiegato, ricordando come l’attività fosse iniziata già tra marzo e aprile e fosse destinata a proseguire con gli appuntamenti di settembre.
Tra gli impegni citati, la data zero di Ligabue a Jesolo, Giorgia e Friuli Doc, dove GIS sarebbe stata chiamata a garantire la sicurezza con decine di operatori.
«Io ho concluso, ho chiuso ieri con 70 concerti in tutta la regione e anche nel Veneto. Quindi direi una stagione veramente esaltante sotto tutti i punti di vista».
Movida, «situazione molto più tranquilla»
Sul fronte specificamente triestino, Pisani ha raccontato una percezione di miglioramento nelle zone tradizionalmente associate alla vita notturna.
Il riferimento è all’area che va da via Torino a piazza Ponterosso, attraversando Cavana.
Secondo Pisani, i giovani problematici che in passato avevano alimentato numerose segnalazioni sarebbero diminuiti.
«Questi, chiamiamoli così, “maranza”, in questo momento sono un po’ spariti da quello che è il discorso movida centro triestino».
Per Pisani il risultato sarebbe legato a una combinazione di fattori.
«Vuoi per la deterrenza che abbiamo i ragazzi, vuoi per la polizia, però vedo un divertimento molto, molto più tranquillo, molto più sereno anche in via Torino».
Dodici operatori fino alle quattro del mattino
Pisani ha spiegato anche il ruolo operativo svolto da GIS.
«Siamo, come ho sempre detto, gli occhi delle forze dell’ordine».
Ogni sabato, secondo quanto riferito durante la trasmissione, dodici operatori sarebbero impegnati nella movida dalle 22 alle quattro del mattino.
La funzione non è quella di sostituirsi alla polizia, ma di osservare e segnalare rapidamente eventuali situazioni problematiche.
«Se c’è qualche problema chiamiamo un numero diretto che abbiamo, dove c’è appunto il funzionario di polizia con tutta una squadriglia pronta a intervenire».
Il caso piazza Libertà
Proprio questa distinzione diventa decisiva quando il discorso si sposta su piazza Libertà.
Alla domanda se un servizio simile a quello attivo nella movida possa rappresentare una soluzione, Pisani risponde con prudenza.
«Per quanto riguarda piazza Libertà o altri siti, noi possiamo fare ben poco. Puoi fare la deterrenza, però serve altro. Serve una mano più forte, secondo me».
Il messaggio che emerge è quindi duplice: da una parte una vita notturna che, secondo Pisani, oggi appare più controllata; dall’altra la consapevolezza che determinate situazioni richiedano strumenti e poteri che appartengono esclusivamente alle forze dell’ordine.
DI SEGUITO IL VIDEO
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