Laterza: «Le Rive senza parcheggi potrebbero diventare una grande piazza sul mare» (VIDEO)

Il turismo deve rappresentare uno dei settori dell’economia triestina, non l’unica prospettiva occupazionale e produttiva della città. È questa la posizione espressa da Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale, durante l’intervista a “Un capo in B” condotta da Luca Marsi al Pedocin.
Il ragionamento è partito dal legame sempre più stretto tra crescita turistica, mercato immobiliare e trasformazione del tessuto economico cittadino.
«Il turismo va sviluppato e gestito»
Laterza ha chiarito di non essere contrario allo sviluppo turistico.
«È evidente che il turismo è un settore economico della città che va sviluppato e va gestito», ha spiegato.
Il punto, secondo il consigliere, è evitare che il turismo diventi l’unico sbocco economico e professionale della città.
«Non può essere l’unico sbocco economico e professionale».
Laterza ha quindi posto l’accento sulla qualità del lavoro e sulle retribuzioni generate dai diversi modelli economici.
«Tutti i lavori hanno la loro dignità e vanno rispettati. Qual è il problema? Che alcuni lavori hanno dei salari che si possono definire dignitosi, altri purtroppo no».
Secondo il capogruppo di Adesso Trieste, favorire in maniera eccessiva un determinato settore significa inevitabilmente orientare anche la tipologia dei posti di lavoro e dei redditi prodotti dalla città.
«Non può essere il core business»
La formula utilizzata da Laterza è netta.
Il turismo, ha spiegato, deve ricevere «la giusta dimensione».
«È uno dei settori economici della città, non può essere il core business».
Una gestione equilibrata dovrebbe inoltre affrontare gli effetti collaterali della crescita turistica, a partire dal traffico e dall’impatto degli affitti brevi sul mercato immobiliare.
Un nodo che si intreccia direttamente con un altro grande tema affrontato durante l’intervista: il futuro delle Rive.
La questione dei parcheggi
Laterza ha ricordato la discussione che da anni accompagna la presenza delle automobili lungo le Rive, soprattutto in relazione agli attracchi delle navi da crociera.
Secondo il consigliere, quello spazio dovrebbe progressivamente essere restituito alla fruizione pubblica.
«È assurdo. Noi siamo abituati a vederlo così, pieno di automobili, ingombro e impossibile da utilizzare».
Lo scenario immaginato da Laterza è molto diverso.
«Pensiamo a quanto sarebbe bello avere uno spazio pubblico fruibile da tutte e tutti in riva all’Adriatico».
Un’area che, nella sua visione, potrebbe trasformarsi essa stessa in elemento attrattivo per Trieste.
Una grande piazza affacciata sull’Adriatico
Il capogruppo di Adesso Trieste ha quindi rilanciato la proposta di trovare soluzioni alternative sia per i parcheggi sia per la gestione dell’attività crocieristica.
Liberando l’area dalle automobili, ha spiegato, sarebbe possibile creare «una sorta di piazza sul mare» capace di estendersi lungo una parte significativa del fronte mare cittadino.
«Liberare quell’area dai parcheggi significherebbe creare veramente una sorta di piazza sul mare che va da Ponterosso fino a qui», ha dichiarato dal Pedocin.
Un progetto che, nelle intenzioni politiche espresse durante l’intervista, dovrebbe rispondere prima di tutto alle esigenze di chi Trieste la vive ogni giorno.
Residenti e visitatori
Laterza ha infatti sottolineato come le richieste di chi abita stabilmente in città possano essere differenti rispetto a quelle di un visitatore presente soltanto per uno o due giorni.
Ed è proprio nella ricerca di questo equilibrio che, secondo Adesso Trieste, dovrebbe collocarsi la futura politica turistica della città.
Non una contrapposizione tra residenti e turisti, quindi, ma una gestione del fenomeno capace di impedire che la crescita dei visitatori finisca per rendere più complicata la vita quotidiana dei triestini.
DI SEGUITO IL VIDEO
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