Sgominata banda kosovaro-italiana che vandalizzava le auto parcheggiate in Carso rubando tutto

Nella mattinata del 5 dicembre u.s. personale della Squadra Mobile e del Commissariato di Muggia hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica giuliana, nei confronti di due cittadini italiani ed un cittadino kosovaro, con età compresa tra i 20 e 30 anni. In particolare, all’esito delle investigazioni protrattesi per diversi mesi, raccolte le varie notizie di reato e ricostruite le dinamiche dei singoli episodi, i soggetti sono stati ritenuti, a vario titolo, responsabili di numerosi furti aggravati commessi ai danni di ignari utenti della strada che, dopo aver parcheggiato le loro autovetture nei pressi di sentieri turistici del Carso triestino e non solo, trovavano i veicoli danneggiati e rovistati. Nello specifico, le indagini eseguite hanno permesso di individuare il modus operandi degli stessi, consistente nell’utilizzo di appositi arnesi artefatti con i quali forzavano, ovvero infrangevano, i vetri delle autovetture, asportando i beni di valore rinvenuti al loro interno, tra i quali anche tessere bancomat poi utilizzate per effettuare prelievi di denaro contante presso gli ATM di questa città.
L’attività investigativa, sviluppata attraverso l’acquisizione e visione di numerosi filmati registrati da telecamere di videosorveglianza nonché analisi di tabulati telefonici, ha permesso di individuare e monitorare i numerosi veicoli che i sodali utilizzavano per compiere i raid, assicurandosi di alternane l’uso per non essere rintracciati.
Il prosieguo delle investigazioni condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Muggia in costante sinergia, tramite intercettazioni ambientali, utilizzo di rilevatori di posizione e attività di osservazione, ha consentito di identificarne i responsabili dei reati e, quindi, fornire al Sost. Procuratore della Repubblica dott. Tripani i necessari elementi per richiedere ed ottenere dal competente GIP l’emissione di misure cautelari degli arresti domiciliari a carico degli indagati.
All’esito delle perquisizioni eseguite a Trieste e in provincia di Udine dove risiede un quarto soggetto sottoposto ad indagini, sono stati rinvenuti e sequestrati oggetti di valore, tra i quali dei monili in oro risultanti proventi di un furto in abitazione commesso in provincia di Udine.
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