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Cronaca

Scattati controlli ai confini del Friuli Venezia Giulia (FOTO)

Luca Marsi ·
 Scattati controlli ai confini del Friuli Venezia Giulia (FOTO)

È ricomparso un segnale stradale che non si vedeva da anni a Fernetti, il principale dei valichi di confine tra Italia e Slovenia: Dogana/Douane. I veicoli rallentano in prossimità del confine rispettando i limiti di velocità e si incanalano in uno specifico corridoio creato stamani dai mezzi dell'Anas, che stringe la carreggiata perché avanzi un veicolo per volta. Al termine ci sono le forze dell'ordine o i militari che osservano e controllano. Genericamente, la paletta ferma autobus, van dai vetri oscurati, mezzi furgonati; i pochi, riconoscibili transfrontalieri, vengono lasciati passare. È così dalle 14, quando è scattata la sospensione del Trattato di Schengen. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha disposto la chiusura dei confini sospendendo il Trattato di Schengen pochi giorni fa, e subito si è messa in moto una macchina organizzativa che deve filtrare eventuali attentatori fomentati dalla esplosiva situazione in Medio Oriente e i migranti irregolari che calano quotidianamente a decine a TRIESTE, capolinea della 'Rotta balcanica', condotti da passeur delle più disparate nazionalità. Il provvedimento è cominciato con cautela, testimonia un segnale di attenzione senza intralciare lo scambio di merci e persone, ormai abituate a saltare da un Paese all'altro, anche più volte al giorno. Sono 22 i principali valichi lungo i 232 chilometri della fascia confinaria tra i due Paesi; altri sono quelli agricoli secondari utilizzati ad esempio da chi abita su un lato e ha il campo da coltivare sull'altro. Per i valichi secondari è prevista una "vigilanza dinamica": non un presidio fisso ma nelle 24 ore più volte passa in ronda un'auto delle forze dell'ordine o una camionetta dell'Esercito. A questa linea, va aggiunto il confine a Nord, con l'Austria, un centinaio di chilometri (altri 330 tra Veneto e Trentino Alto Adige), il cui valico più importante è Tarvisio (Udine). Un lavoro improbo, per il quale sono stati inviati 350 uomini di rinforzo in Friuli Venezia Giulia (150 solo a TRIESTE). Inizialmente il provvedimento durerà dieci giorni, fino alle 14 di martedì 31 ottobre, ma, visto lo sforzo logistico ed economico - supportato anche dalla Protezione civile Fvg che ha messo a disposizione torri faro, moduli abitativi e tende, portati sui posti da una quarantina di volontari - e la consapevolezza che le guerre non finiranno in questa breve parentesi, è presumibile che venga prolungato. E' già fissato un incontro il 2 Novembre a TRIESTE tra il ministro Piantedosi e i suoi omologhi di Croazia e Slovenia per fare un primo bilancio e stabilire eventuali nuove misure. La Slovenia, dal canto suo, oggi ha adottato analoghe restrizioni al confine con la Croazia, perimetro dell'area Schengen. Non è ancora chiaro se, tra gli strumenti tecnologici a disposizione delle forze dell'ordine, ci saranno anche i droni. Proprio dei circa 10/15 mila frontalieri che attraversano quotidianamente il confine si è preoccupato il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna. Lì la situazione è più complessa: nulla divide il capoluogo da Nova Gorica. E se non ci fossero ancora le vecchie casematte che una volta costituivano il temibile confine con l'Est socialista, si passerebbe da un lato all'altro senza accorgersene. Inoltre sono già avviati i preparativi per Go2025!, la capitale europea della cultura del 2025 quando le due città si stringeranno in una sola offerta culturale. Difficile oggi districare questo abbraccio, che domani diventerà ancor più stretto quando Ziberna raggiungerà alla Buchmesse di Francoforte il sindaco di Nova Gorica, Samo Turel, per partecipare alla cerimonia in vista del 2025, all'insegna dell'integrazione e dell'amicizia. Le forze in campo hanno oggi e domani per rodare il meccanismo, poi si presenteranno ai confini i transfrontalieri del lavoro e un ben altro numero di mezzi pesanti e camion. (ANSA). DO 

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