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Cronaca

San Vito, triestina: “Ho visto uomo distinto defecare in pieno giorno, ho avuto paura”

Luca Marsi·
San Vito, triestina: “Ho visto uomo distinto defecare in pieno giorno, ho avuto paura”

Una scena che lascia sgomenti e che riapre il dibattito sul tema della convivenza civile negli spazi pubblici. A raccontarla è una triestina che, due mesi fa, si è trovata di fronte a un episodio che definisce “incredibile”.

“Ho visto defecare un signore distinto in via Besenghi, dietro a una roulotte”, racconta. “Ero con il mio cane e ho preso paura”.

La paura e la fuga

La donna spiega di aver pensato immediatamente di contattare le forze dell’ordine, ma la situazione si è risolta in pochi attimi.

“Volevo chiamare i carabinieri, ma appena finito si è dileguato correndo”, riferisce.

Un episodio che, al di là della singola circostanza, solleva interrogativi sul rispetto delle regole e sulla percezione di sicurezza in città.

Il cambio di prospettiva sui cani

Nel suo racconto, la cittadina affronta anche il tema della convivenza con gli animali, offrendo uno spunto personale.

“Io non sopportavo i cani”, ammette. “Ma da quando è arrivato nella mia vita mi sono chiesta come ho fatto prima senza di lui”.

Un cambiamento che l’ha portata a maturare una maggiore attenzione anche verso il decoro urbano.

“Basta essere civili”

Il messaggio è chiaro e diretto: il rispetto delle regole vale per tutti.

“Basta essere civili e raccogliere”, sottolinea, riferendosi alle deiezioni canine ma, implicitamente, anche a comportamenti ben più gravi.

La triestina propone inoltre una piccola ma concreta soluzione: “Voglio impormi di portare una bottiglietta d’acqua per quando fa pipì, soprattutto in estate”.

Una questione di rispetto collettivo

La segnalazione si inserisce in un contesto più ampio, quello del decoro urbano e della responsabilità individuale, dove ogni gesto quotidiano può fare la differenza.

Dalle piccole accortezze, come raccogliere e pulire, fino al rispetto più elementare degli spazi pubblici, il filo conduttore resta uno: la convivenza civile.

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