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Cronaca

Sabato San Valentino e Carnevale, Miguel Selekta: “Sempre peccato quando date sovrapposte” (VIDEO)

Luca Marsi·
Sabato San Valentino e Carnevale, Miguel Selekta: “Sempre peccato quando date sovrapposte” (VIDEO)

Miguel Selekta è stato ospite in diretta Trieste Cafe, intervenendo sul tema della sovrapposizione tra San Valentino e Carnevale e analizzando, dal punto di vista di chi lavora nell’intrattenimento, le possibili conseguenze sulle scelte del pubblico, tra ristoranti, serate romantiche e divertimento notturno.

Il tema nasce da una domanda diretta: quando due ricorrenze così forti cadono nello stesso giorno, chi finisce per avere la meglio? La risposta di Miguel Selekta parte da una constatazione netta, senza giri di parole.

“È sempre un peccato quando le date si sovrappongono”

Miguel Selekta chiarisce subito la sua posizione. La sovrapposizione tra San Valentino e Carnevale non è vista come un’opportunità, ma come una perdita potenziale. “È sempre un peccato”, afferma, spiegando che in questi casi “diventa una data soltanto quando ne potremmo avere di più”.

Il ragionamento è legato direttamente al lavoro di chi opera nel mondo dell’intrattenimento. Se due eventi forti finiscono per convivere nella stessa sera, uno dei due, inevitabilmente, perde spazio. E questo vale sia per chi organizza eventi sia per il pubblico, che deve scegliere.

Una data che si perde, come quando un prefestivo cade di sabato

Per spiegare meglio il concetto, Miguel utilizza un esempio concreto: quello dei prefestivi che cadono di sabato. In quel caso, dice, “si mangia una data in più” che sarebbe stata interessante per chi lavora nell’intrattenimento. La logica è la stessa: meno date disponibili significa meno occasioni di lavoro e meno possibilità di distribuire il pubblico.

È un’analisi pratica, legata all’esperienza diretta, che non entra in valutazioni teoriche ma resta ancorata alla realtà delle serate e dei calendari.

Carnevale o San Valentino: due pubblici diversi

Quando il discorso si sposta su chi possa avere la prevalenza tra le due feste, Miguel Selekta distingue nettamente tra tipologie di attività e fasce di pubblico.

Secondo Selekta, “per chi fa intrattenimento, quindi fa divertimento puro e semplice, è molto più interessante il carnevale come festeggiamento”. Il Carnevale, nelle sue parole, è una festa che si presta naturalmente alla dimensione notturna, alla musica, alla socialità allargata, al gruppo.

Il ruolo dei ristoranti e la prima serata

Diverso il discorso per i ristoranti. Miguel Selekta riconosce che San Valentino resta una data forte per la ristorazione, soprattutto nella prima parte della serata. Cene di coppia, tavoli prenotati, atmosfera romantica: un contesto che si colloca prima della notte vera e propria.

Ma è proprio qui che emerge la distinzione generazionale.

“I ristoranti potrebbero risentirne nella fascia più giovane”

Miguel Selekta introduce un elemento chiave: l’età del pubblico. Secondo lui, i ristoranti “potrebbero un po’ risentirne” soprattutto “nella fascia di pubblico più giovane”. Il motivo è semplice e viene spiegato senza ambiguità.

“I giovani potrebbero privilegiare uscire con gli amici”, afferma, piuttosto che andare a cena con il proprio compagno o la propria compagna. È una dinamica che, nelle sue parole, sposta l’ago della bilancia verso il Carnevale e verso il divertimento notturno.

Due momenti diversi della stessa sera

Alla fine, il quadro che emerge è quello di una serata divisa in due. Da una parte la prima serata, più legata alla ristorazione e a San Valentino. Dall’altra la notte, che per Miguel Selekta appartiene al Carnevale, alla musica, alle serate e al divertimento condiviso.

Una suddivisione che non elimina il problema della sovrapposizione, ma che spiega come il pubblico possa distribuire le proprie scelte, soprattutto in base all’età e alle abitudini.

Una lettura dal punto di vista di chi lavora nell’intrattenimento

L’intervento di Miguel Selekta resta sempre ancorato a un punto di vista preciso: quello di chi organizza eventi e vive il calendario come uno strumento di lavoro. Nessuna polemica, nessuna presa di posizione ideologica, ma una lettura concreta delle conseguenze che certe coincidenze possono avere sul sistema del divertimento.

Quando due feste si sovrappongono, qualcuno perde spazio. E, secondo Selekta, in questa specifica coincidenza, la notte parla soprattutto il linguaggio del Carnevale.

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