Rotta balcanica e accoglienza dei minori: Sindaci del Fvg chiedono al governo di intervenire subito
Un documento congiunto, firmato dai sindaci di Trieste, Udine, Gorizia, Pordenone, Cividale del Friuli e Monfalcone, è stato inviato al Governo e alla Regione per denunciare la situazione ormai definita “emergenza insostenibile” relativa ai Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA).
Il punto di partenza è Trieste, crocevia della rotta balcanica e città che da sola vanta 22 milioni di euro di spese anticipate e mai rimborsate per l’accoglienza dei minori, nonostante la normativa (D. Lgs. 142/2015 e legge 47/2017) preveda chiaramente che tali costi non debbano gravare sui Comuni.
rimborsi mancati e bilanci a rischio
I dati parlano chiaro: Gorizia attende il rimborso di 4 milioni, Udine oltre 3, Pordenone circa 3, Cividale quasi 2,5 e Monfalcone 600mila euro. Una montagna di spese non onorate che rischia di far saltare gli equilibri dei bilanci comunali.
“Non vorremmo – scrivono i sindaci – essere costretti a diffidare il Ministero e le Prefetture per ottenere quanto dovuto. La legge parla chiaro: i Comuni non devono sostenere oneri per l’accoglienza dei minori non accompagnati”.
l’altra emergenza: trovare strutture disponibili
Oltre al nodo finanziario, i Comuni denunciano la difficoltà a collocare i ragazzi nelle comunità socioeducative. Le rette spesso superano i rimborsi nazionali e regionali, a cui si sommano i costi di trasporto e accompagnamento. Una macchina che rischia di incepparsi, mentre i flussi non si fermano.
le richieste dei sindaci
Nel documento, i primi cittadini avanzano proposte precise:
un tavolo tecnico nazionale per riformare il quadro normativo e passare da una gestione emergenziale a una sistemica;
la costituzione di una rete di coordinamento regionale che metta insieme Prefetture, Tribunali, Direzioni regionali, Comuni, Aziende sanitarie e terzo settore;
lo spostamento delle competenze al Governo tramite le Prefetture, con la creazione di un centro unico di presa in carico dei MSNA.
“È necessario un presidio centralizzato – sottolineano – perché i Comuni di confine come Trieste e Gorizia non possono più reggere da soli il peso dell’accoglienza”.
la conclusione: “collaborazione sì, ma servono risorse e regole chiare”
Nella lettera i sindaci ribadiscono la volontà di continuare a collaborare con Stato e Regione, ma “nei limiti delle possibilità oggettive e senza pregiudicare le funzioni istituzionali dei Comuni”.
L’appello parte da Trieste, epicentro della rotta balcanica, e coinvolge tutto il Friuli Venezia Giulia: un grido di allarme che non può più essere ignorato.
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