Ramadan, a Trieste 2000 in preghiera e 10.000 euro distribuiti per festeggiare tutti insieme (FOTO-VIDEO)

Una giornata di festa, ma anche di dolore e consapevolezza. Ai microfoni di Trieste Cafe, il presidente della Comunità Islamica di Trieste, Akram Omar, ha raccontato con parole sentite il significato del giorno che chiude il mese sacro del Ramadan per i musulmani: l’Eid al-Fitr.
«Oggi è un giorno di festa per tutti i musulmani del mondo e per la nostra comunità – ha dichiarato –. È il giorno del premio. Noi abbiamo fatto un mese di sacrifici, un mese di rinunce, di preghiera, un mese dove abbiamo pensato al prossimo».
Nel corso del Ramadan, la Comunità Islamica di Trieste ha messo in atto un’importante rete di solidarietà, che ha coinvolto centinaia di persone. «Abbiamo aiutato tanti bisognosi, offrendo oltre 10.000 pasti caldi per la rottura del digiuno – ha spiegato Omar –. E ieri abbiamo distribuito oltre 10.000 euro in elemosine, per permettere anche a chi ha meno di festeggiare con dignità. Questo fa parte della sunna, cioè delle raccomandazioni del profeta Muhammad».
Un gesto concreto, che testimonia il profondo valore sociale e comunitario del Ramadan, e la volontà di non lasciare indietro nessuno nel giorno della festa.
Ma la gioia della giornata è segnata da una profonda amarezza, che Akram Omar non ha esitato a denunciare: «Purtroppo la nostra gioia oggi è in contrasto con il dolore di tanti nostri fratelli e sorelle. A Gaza, bambini, donne, civili, ambulanze, ospedali... vengono colpiti quotidianamente. Non è più tollerabile. Non si può restare indifferenti».
Con voce ferma e commossa, Omar ha parlato di bambini “trucidati”, usando parole dure per descrivere una realtà che, anche nel giorno della festa, non può essere ignorata: «Vengono ammazzati deliberatamente, non per errore. Non c'è altro termine: vengono uccisi».
Da qui, un appello accorato alla comunità internazionale: «Il mondo non può continuare con questo atteggiamento vigliacco. Serve un risveglio. Vogliamo giustizia per tutti, per il popolo palestinese così come per il popolo di Israele. Tutti hanno diritto a vivere in pace, senza oppressioni e senza ingiustizie».
E conclude con una riflessione universale: «Quando arriveremo a fare questo ragionamento, forse inizieremo davvero un nuovo cammino».
Le parole del presidente Akram Omar restituiscono la complessità di un giorno sacro, che unisce gioia, condivisione e preghiera a una profonda richiesta di umanità e pace.
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