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Cronaca

Raggiro telefonico da 19 mila euro, i carabinieri bloccano il conto e salvano il denaro

Luca Marsi·
Raggiro telefonico da 19 mila euro, i carabinieri bloccano il conto e salvano il denaro

Intervento rapido e recupero integrale del denaro

I carabinieri della stazione di Latisana hanno portato a termine un’operazione che ha permesso di risolvere un caso di truffa ai danni di un cittadino locale, restituendo alla vittima l’intera somma sottratta, pari a 19.000 euro. L’attività investigativa, condotta con tempestività, ha portato all’individuazione del presunto responsabile, un 45enne residente fuori regione, denunciato all’autorità giudiziaria. L’elemento centrale dell’operazione è stato il rapido blocco del conto corrente sul quale era confluito il denaro, misura che ha consentito di preservare l’importo e procedere alla successiva restituzione.

Il raggiro telefonico e il finto operatore

Secondo quanto ricostruito, i fatti risalgono a qualche settimana fa, quando la vittima era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come operatore di un noto circuito di pagamenti digitali. Con modalità ingannevoli, il truffatore era riuscito a conquistare la fiducia dell’interlocutore, inducendolo a effettuare un bonifico verso un conto indicato come “sicuro”. Solo dopo aver autorizzato l’operazione, il cittadino ha compreso di essere stato raggirato e si è rivolto immediatamente ai carabinieri, formalizzando la denuncia.

Il sequestro del conto e la restituzione dei 19 mila euro

Ricevuta la segnalazione, i militari si sono attivati senza ritardo per risalire all’intestatario del conto e hanno richiesto all’autorità giudiziaria il sequestro tempestivo del rapporto bancario. L’intervento ha consentito di recuperare l’intera somma sottratta, pari a 19 mila euro, poi riconsegnata alla vittima nei giorni scorsi. Un esito che sottolinea l’importanza della rapidità nella segnalazione e nella gestione delle truffe informatiche e telefoniche.

Indagini in corso e richiamo alla prudenza

Le indagini proseguono per verificare eventuali responsabilità ulteriori e accertare se il 45enne possa essere coinvolto in episodi analoghi sul territorio nazionale. Viene ribadito che nessun organo di polizia o istituto bancario può chiedere l’emissione di versamenti di denaro: in caso di dubbi o sospetti è sempre possibile rivolgersi al Comando provinciale carabinieri di Udine o contattare il numero di emergenza 112. Si ricorda inoltre che, in base al principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta a indagini potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.

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