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Cronaca

"A Trieste ci si veste per coprirsi, non per esprimersi": Rebek scuote la città con stile (VIDEO)

Luca Marsi ·
"A Trieste ci si veste per coprirsi, non per esprimersi": Rebek scuote la città con stile (VIDEO)

Moda, immagine e identità personale. È stato questo il cuore della trasmissione serale di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi, andata in onda mercoledì sera, che ha visto tra i protagonisti l’opinionista Stefano Rebek, affiancato dalla stilista Carolina Gutierrez e dall’influencer Samantha Favretto. Un dialogo vivace e stimolante che ha offerto spunti importanti sul rapporto tra moda e quotidianità, con particolare attenzione allo stile vissuto nelle strade triestine.

Stefano Rebek: “Lo stile è gusto, non solo tendenza”

Con la sua consueta ironia e competenza, Stefano Rebek ha sottolineato come nella moda conti prima di tutto la capacità di scegliere e abbinare. Non basta, ha spiegato, acquistare capi di pregio: «Puoi avere un cappotto speciale, una scarpa fantastica, una borsa unica... ma se li metti tutti insieme senza criterio, ottieni un risultato disastroso». Il suo consiglio? Imparare a valorizzare i singoli pezzi, magari chiedendo consiglio a stilisti e artigiani. Una lezione di eleganza concreta, fondata sul buon gusto, non sulla rincorsa al trend.

“Trieste? Una città dove ci si veste per coprirsi, non per esprimersi”

Rebek ha osservato che a Trieste manca ancora un’abitudine radicata alla cura del look come forma di espressione personale. «Qui ci si veste per uscire, non per raccontare chi si è. Manca un po’ la voglia di osare, di sperimentare». Tuttavia, ha riconosciuto che lo stile triestino ha una sua cifra particolare, più sobria e funzionale, legata alla natura della città: calma, concreta, pragmatica.

“L’artigianato? Valore e unicità da riscoprire”

Dialogando con Carolina Gutierrez, che ha raccontato il suo lavoro sartoriale ispirato ai modelli caraibici rivisitati per l’Europa, Rebek ha messo l’accento sul valore dell’artigianato e delle creazioni sartoriali su misura. «Sono capi unici – ha detto – e chi li indossa deve saperli portare. Il problema è che spesso manca il gusto per abbinarli». Da qui l’invito a scegliere meno, ma meglio: «Meglio tre pezzi ben studiati che un armadio pieno di cose anonime».

Il parere sulle nuove generazioni: “Economia e moda low cost cambiano tutto”

Secondo Rebek, i giovani oggi si orientano molto sul fast fashion, anche per questioni economiche. Tuttavia, ha ribadito che il vero stile nasce dalla personalità, più che dal portafoglio. «Una camicia vintage, se scelta bene, vale più di mille magliette di tendenza». Ed è qui che ha trovato piena sintonia con Samantha Favretto, che ha raccontato la sua esperienza da influencer controcorrente, legata all’abbigliamento vintage e alla valorizzazione dello stile personale, lontano dalle logiche del consumo rapido.

“La moda non risolve, ma valorizza: la bellezza è portarsi bene”

In chiusura, Rebek ha lanciato un messaggio importante: «La moda non cambia chi sei, ma può valorizzare ciò che sei. Il capo perfetto esiste per tutti, basta sapere quale. E serve anche un po’ di cultura della moda: capire come ci si veste, non solo per coprirsi, ma per esprimersi, distinguersi e stare meglio con se stessi».

Un intervento denso e puntuale, capace di trasformare un talk sulla moda in una riflessione culturale sul rapporto tra identità e immagine, con Trieste sullo sfondo: una città ancora sobria, ma pronta – forse – a riscoprire il gusto del bello anche nel quotidiano.

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