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Cronaca

“Quel passeggino non sarebbe passato”: lezione di civiltà a Trieste, senza urla né insulti

Luca Marsi·
“Quel passeggino non sarebbe passato”: lezione di civiltà a Trieste, senza urla né insulti

Una segnalazione semplice, ma capace di lasciare il segno. È quella inviata da una triestina che ha voluto raccontare un episodio accaduto nei dintorni della Salus di via Bonaparte e che, a suo dire, merita di essere condiviso per il modo educato e civile con cui si è svolto.

La donna spiega di aver parcheggiato la propria auto in uno stallo bianco regolare, senza rendersi conto però che lo spazio rimasto tra il muro e la vettura sarebbe potuto risultare troppo stretto per il passaggio di carrozzine o passeggini.

A farle notare il problema è stata una signora incontrata poco dopo.

“Con estrema gentilezza mi ha spiegato che ci trovavamo vicino a un asilo e che, pur essendo il parcheggio corretto, il passaggio sarebbe stato complicato per chi aveva una carrozzina”, racconta la residente.

Una segnalazione fatta senza polemiche né toni aggressivi, ma con educazione e attenzione verso gli altri.

“Ho subito spostato l’auto e cercato un altro parcheggio”, spiega ancora la donna, aggiungendo di essere rimasta molto colpita sia dall’osservazione ricevuta sia dalla sensibilità dimostrata dalla signora.

“Probabilmente da sola non ci avrei pensato”, ammette.

Il racconto è diventato così anche una riflessione sul vivere quotidiano in città, dove spesso piccoli gesti, fatti con rispetto e buon senso, riescono ad avere un impatto molto più forte di tante polemiche.

Una storia che parla di attenzione, civiltà e rispetto reciproco, elementi che molti cittadini vorrebbero vedere sempre più presenti nelle strade di Trieste.

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