Quarto Grado, torna a parlare Seba con la sua verità: “Per me quella storia d’amore non è mai esistita”
A due anni e mezzo dalla scomparsa di Liliana Resinovich, il caso continua a dividere l’opinione pubblica e a tenere banco anche nei tribunali. Nella puntata di Quarto Grado andata in onda su Rete 4 e condotta da Gianluigi Nuzzi, ha preso la parola Sebastiano Visintin, marito della donna trovata senza vita nel boschetto dell’ex Ospedale Psichiatrico di San Giovanni a Trieste. Al centro della trasmissione, l’incidente probatorio a Claudio Sterpin, indicato come l’amico speciale di Liliana. Ma per Visintin, quella che Sterpin definisce da sempre una relazione, non è mai stata tale.
“Questa storia d’amore per me non esiste”, afferma con fermezza Sebastiano. “Lui continua con la sua versione: che stavano cercando casa, che dopo un anno dalla morte della moglie avevano preso decisioni importanti... sempre le stesse cose”. Un racconto che Visintin ascolta da tempo, ma che non ha mai accettato. “Non è stato facile per me essere lì, in aula, e dover ascoltare tutto questo senza poter ribattere. Dentro di me c’era dolore”.
Durante l’udienza, secondo quanto riportato da Quarto Grado, i due uomini non si sono nemmeno incrociati con lo sguardo. “Io lo guardavo, ma lui non si è mai girato”, racconta Visintin. Quando Nuzzi gli chiede se Sterpin abbia mostrato rispetto per Liliana, la risposta è netta: “Assolutamente no”.
Nel corso dell'incidente probatorio è emersa anche una questione relativa ai dispositivi informatici di Visintin. “Qualcosa hanno chiesto, ma niente di particolare, è stato un botta e risposta tra avvocati”. Nessuna rivelazione clamorosa, ma resta l’ombra delle domande: qualcuno si è mai sentito controllato o seguito? Un tema che potrebbe avere sviluppi futuri.
Alla domanda cruciale — Liliana avrebbe mai voluto lasciarti? — Sebastiano risponde con fermezza: “Tutte queste cose che vengono dette sono falsità. Ci saranno 600.000, forse 700.000 foto. Di queste, almeno 50.000 sono sicuramente di Liliana. Lei non voleva mai farsi fotografare, ma poi vedeva le foto e le piacevano. Ho sempre avuto questo bisogno estremo di documentare la nostra vita, le cose che facevamo insieme”.
Il marito di Liliana ricorda anche i momenti passati insieme, le domeniche trascorse nei raduni sportivi, le gare campestri, le amiche che correvano con lei. “Quelle foto che ora vengono mostrate in TV fanno parte di quegli anni. Liliana conosceva tutti, e c’era anche Sterpin, che era presidente del Marathon. Quelle immagini gliele ho scattate io”.
Visintin ricorda anche i celebri tuffi di Capodanno, dove ogni anno si ritrovano centinaia di triestini per il tradizionale bagno nel mare gelido: “Io fotografavo. Non stavo certo lì a osservare uno o l’altro. C’erano solo amici di Liliana, e dopo andavamo al rinfresco, come sempre”.
Parole che Sebastiano pronuncia con voce pacata ma carica di amarezza, mentre ribadisce la propria estraneità a ogni ipotesi investigativa: “Io sono sereno. Non ho nulla a che fare con la scomparsa di Liliana. Ora tocca al PM decidere come andare avanti”.
Nel frattempo, a Trieste resta viva la ferita per una verità che continua a sfuggire. E mentre gli accertamenti giudiziari proseguono, resta forte lo scontro narrativo tra chi dice di aver amato Liliana e chi, come Sebastiano, ne era il marito da una vita e ancora oggi non accetta un’altra versione dei fatti.
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