Quando il clacson era segnale di libertà: la storia nascosta della galleria della Costiera

A Trieste c'è una tradizione non scritta che, per decenni, ha accompagnato i viaggi lungo la Strada Costiera: suonare il clacson tre volte all’ingresso della galleria naturale che costeggia il mare. Un gesto semplice, ma intriso di spirito comunitario, che oggi rischia di finire nell’oblio.
Nei giorni scorsi un lettore aveva già espresso la propria nostalgia per quel gesto condiviso, ricordando come, ogni volta che attraversava la galleria, suonava tre volte il clacson senza ricevere risposta dagli altri automobilisti. Ora, un’altra voce si unisce a questo appello, non solo condividendo il dispiacere, ma anche offrendo un interessante spunto storico.
Enrico, lettore triestino, ha voluto approfondire il tema ricordando un racconto del padre, classe 1928, che visse in prima persona il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Secondo quanto tramandato in famiglia, l’usanza dei colpi di clacson nella galleria potrebbe affondare le radici proprio negli anni della Resistenza, quando gli uomini del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) erano appostati lungo quel tratto di strada. Il suono del clacson aveva allora una funzione ben precisa: tre colpi all’ingresso della galleria verso Trieste, due in uscita, per identificare i mezzi come non appartenenti alle forze tedesche.
Oggi, questo significato originario sembra dimenticato, ma resta la potenza evocativa di un gesto che un tempo univa gli automobilisti triestini in un piccolo atto di complicità sonora. “Chi suona ora si sente una mosca bianca”, scrive Motta, invitando chiunque conservi memorie di quel passato a condividerle, così da non perdere il filo di un patrimonio culturale che è anche affettivo.
La galleria naturale della Costiera non è solo un suggestivo passaggio panoramico, ma anche un luogo carico di simboli e memorie. E forse, riportare in vita questa piccola tradizione – anche solo per un sorriso o un accenno di nostalgia – potrebbe essere un modo semplice per riscoprire un senso di comunità in un gesto di cortesia e appartenenza. foto aldo budicin
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