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Cronaca

Presentato l’accordo tra Comune e Coselag per l'ottimizzazione energetica della zona industriale di Trieste

Luca Marsi ·
Un accordo di collaborazione tra il Comune di Trieste e il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana (Coselag) per la disciplina delle attività di reciproco interesse pubblico inerenti l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia è stato presentato oggi, (mercoledì 28 dicembre) nella Sala Giunta del Municipio di Trieste nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del Vicesindaco e Assessore alle Politiche Economiche, Serena Tonel, della Vicepresidente del Coselag, Sandra Primiceri, del Segretario Generale della Fondazione CRTrieste, Paolo Santangelo e del professor Romeo Danielis del Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician” dell’Università degli Studi di Trieste.
 
Sono intervenuti in collegamento video il Presidente del Coselag, Zeno D'Agostino e il Presidente della Fondazione CRTrieste, Massimo Paniccia.
 
La delibera che sancisce la collaborazione tra il Comune di Trieste e il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana (Coselag) per la disciplina delle attività di reciproco interesse pubblico inerenti l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia è stata approvata dalla Giunta comunale il 19 dicembre scorso su proposta del Vicesindaco e Assessore alle Politiche Economiche, Serena Tonel.
 
Il Vicesindaco Serena Tonel, ringraziando gli uffici comunali e gli enti che, sinergicamente, daranno attuazione all’accordo di collaborazione presentato oggi, ha rimarcato i tre concetti chiave del progetto: “efficientamento energetico, sostenibilità ambientale e aumento della competitività delle singole aziende e del tessuto economico complessivo dell’area giuliana attraverso il contenimento dei costi energetici e l’innovazione”.
 
“Sul progetto di efficientamento energetico della zona industriale che presentiamo oggi – ha spiegato Tonel – stiamo lavorando già da qualche mese assieme al Coselag”.
 
“Il progetto, finanziato dal Comune di Trieste e sostenuto dalla Fondazione CRTrieste, risponde alla necessità strategica, al di là del contesto geopolitico internazionale attuale, di individuare un nuovo modello di ottimizzazione energetica e di aumentare contestualmente la sostenibilità ambientale delle attività produttive presenti sul nostro territorio, attraverso l’implementazione di tecnologie innovative e l’applicazione delle stesse”.
 
La collaborazione comporterà l'assunzione di un impegno di spesa a carico del Comune di 50.000 euro per avviare il processo ai quali si aggiungeranno ulteriori 120mila euro di contributo della Fondazione CRTrieste.
 
Il Presidente della Fondazione CRTrieste, Massimo Paniccia, rimarcando l’enorme attualità e rilevanza del processo di transizione energetica, ha sottolineato come la Fondazione CRTrieste, non appena il Coselag ha proposto questa iniziativa, abbia dato la propria disponibilità in quanto una delle priorità statutarie è rappresentata proprio dallo sviluppo economico del territorio".
 
“La Fondazione CRTrieste contribuirà con 30mila euro per la fase di studio che verrà attuata dall’ateneo giuliano per mezzo del Centro Interdipartimentale per l’Energia, l’Ambiente e i trasporti “Giacomo Ciamician” e con ulteriori 90mila per lo sviluppo di iniziative che, mi auguro – ha proseguito Paniccia - troveranno nelle imprese del territorio un’attuazione sinergica. La collaborazione tra gli enti e le eccellenze dimostrerà - ha concluso Paniccia – che il Sistema Trieste può essere vincente e assoluto protagonista in questa sfida per il futuro e il progresso scientifico ed economico”.
 
Il Presidente del Coselag, Zeno D’Agostino, rimarcando l’importanza di iniziative che vadano nella direzione della decarbonizzazione e dell’efficientamento energetico, ha evidenziato come sia “fondamentale in questo senso l’incrocio tra le competenze tecnico-scientifiche del mondo accademico e l’esperienza degli operatori del settore economico e produttivo”.
 
“Siamo certi che a questi primi passi, che hanno bisogno di un sostengo importante da parte delle istituzioni, seguirà la capacità di fare squadra da parte delle imprese attive all’interno della zona industriale: qualche passaggio in questo senso è già stato attivato e ritengo quindi – ha concluso - che siamo sulla strada buona”.  
 
La vicepresidente del Coselag, Sandra Primiceri ha illustrato il progetto.
 
“Si tratta ha detto - di un progetto a fasi il cui obiettivo finale è decarbonizzare la zona industriale sostenendo le imprese nella transizione energetica. La prima fase, in cui la presenza dell’Università di Trieste risulta fondamentale, è rappresentata dall’individuazione - a campione - dei consumi energetici della zona industriale per poi successivamente, prestando particolare attenzione ai complessi aspetti normativi, individuare le soluzioni energetiche da proporre nel brevissimo, breve, medio e lungo periodo, che non devono essere facilmente obsolescenti, ma durare nel tempo”.
 
“Le ultimi fasi, una volta individuate le soluzioni – ha concluso - riguarderanno infine l’individuazione delle fonti di finanziamento affinché questi progetti possano essere realizzati”.
 
Il professor Romeo Danielis del Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician” dell’Università degli Studi di Trieste ha rimarcato “l’esigenza di pianificare il consumo e la produzione di una risorsa fondamentale qual è l’energia che diventa un fattore di competitività su scala internazionale dove assume particolare rilevanza poter produrre a basso costo”.
 
“Per prima cosa – ha riferito - scatteremo una fotografia dell’esistente attraverso una raccolta dati, già iniziata dal Consorzio, con la richiesta alle aziende di fornire informazioni sui consumi energetici per concentrarci quindi sulla loro distribuzione oraria. Andremo poi a verificare se all’interno del Consorzio viene prodotta energia – cosa che avviene – e sviluppare se possibile questa produzione individuando quali siano le fonti realizzabili e infine cercheremo di combinare il consumo alla produzione per massimizzare l’indipendenza energetica”.
 
“Delineati l’andamento del consumo e della produzione di energia nel tempo, in considerazione degli sviluppi tecnologici, identificheremo – ha proseguito - quali progetti, che andremo poi a perfezionare, possano migliorare la situazione attuale sia riducendo il consumo che condividendo la produzione attraverso lo sviluppo di uno strumento come le comunità energetiche, di cui verificheremo la fattibilità tecnica ed economica e i possibili modelli di business da attuare, che possono dare grandi soddisfazioni e sono incentivate a livello nazionale”.
 

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