Pomeriggio 5, la cugina di Lilly: "Perché il figlio di Sebastiano non testimonia?"

Nuove dichiarazioni sul caso Liliana Resinovich sono emerse durante la puntata di Pomeriggio Cinque condotta da Myrta Merlino, dove la cugina di Lilly, Silvia, ha parlato apertamente dei suoi sospetti e delle sue preoccupazioni riguardo al rapporto tra la donna e Sebastiano Visintin, marito della vittima. Le sue parole hanno scatenato un acceso confronto con Luciano Garofano, ex comandante del RIS di Parma e consulente della difesa di Visintin.
Silvia: "Liliana lo temeva, eseguiva i suoi ordini"
Nel corso della trasmissione, Silvia ha espresso il suo pensiero senza mezzi termini:
"Liliana era una donna forte, indipendente, lavorava e guadagnava bene. Eppure, nel loro rapporto era lui a comandare e lei a eseguire. Non ho mai assistito a episodi di violenza, ma so che Sebastiano era autoritario, e Lilly lo assecondava in tutto".
Un'ipotesi inquietante emerge dalle sue parole: "Credo che Liliana fosse spaventata, forse addirittura ricattata. Aveva paura di lasciare quella casa perché sapeva qualcosa che non doveva uscire. Potrebbe essere stata minacciata."
Il mistero del figlio di Visintin: "Perché non ha mai testimoniato?"
Un altro punto sollevato dalla cugina riguarda il figlio di Sebastiano, mai coinvolto nelle indagini. "Ha vissuto con loro, potrebbe sapere molto più di noi su com’era la loro vita quotidiana. Perché non è mai stato chiamato a testimoniare?" si chiede Silvia.
Non solo: durante la diretta ha rivelato anche un dettaglio economico finora inedito: "Sebastiano mi disse che a dicembre aveva dato 27.000 euro a suo figlio. Lo hanno sentito in due persone oltre me. Perché nessuno indaga su questo?"
Luciano Garofano: "Sebastiano ha un alibi, non ci sono prove contro di lui"
A replicare è stato Luciano Garofano, consulente della difesa di Visintin, che ha ribadito con fermezza: "Sebastiano non è indagato. Ha un alibi che è stato verificato dagli inquirenti e confermato dai dati sui consumi elettrici del suo laboratorio."
A quel punto la tensione in studio è salita, con Silvia che ha contestato la validità delle prove raccolte finora. "Liliana è stata picchiata il 14 dicembre, perché solo ora si accetta questa versione? Perché non si sono viste prima le sue ferite?"
Garofano ha cercato di riportare il discorso su basi più razionali: "Abbiamo due consulenze medico-legali che dicono cose diverse. La scienza non è perfetta, bisogna capire quale delle due è più affidabile e su questo lavorare. Se le nuove analisi dimostreranno colpevolezza, sarò il primo a denunciarlo."
Un caso ancora senza colpevoli
Il dibattito su Pomeriggio Cinque ha evidenziato come il caso di Liliana Resinovich sia ancora lontano da una conclusione. Da un lato, i sospetti della famiglia della vittima su Sebastiano Visintin rimangono forti, dall'altro la difesa ribadisce che non ci sono prove certe contro di lui.
Il punto interrogativo più grande resta la nuova super perizia disposta dalla procura, che potrebbe finalmente fare luce sulle cause della morte di Liliana e sulle ferite riscontrate sul suo corpo.
Intanto, il pubblico continua a dividersi: chi crede nella colpevolezza di Visintin e chi invece sostiene che le indagini debbano ancora approfondire altre piste. Quel che è certo è che, dopo più di tre anni, la verità è ancora lontana.
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