Polidori shock: “Scremiamo la feccia con un ticket al Carnevale” (VIDEO)
Durante la diretta social di Trieste Cafe sul tema sicurezza, Paolo Polidori, sindaco di Muggia, ha acceso il dibattito con un intervento dai toni duri, affrontando la questione dei minori stranieri non accompagnati e dei costi legati all’accoglienza. “Il minimo previsto è di 3.600 euro al mese per un minore – ha detto – una cifra fuori da ogni logica. Nessuna famiglia normale spende questa somma. È insostenibile, lo dico da amministratore che si è trovato a gestire direttamente situazioni concrete”
Polidori ha raccontato un episodio accaduto circa un anno e mezzo fa: “La polizia mi contattò per due minori afghani trovati a Muggia. Le strutture convenzionate erano piene, e le soluzioni alternative costavano 290 euro a notte, cioè 8.700 euro al mese per dormire e fare colazione. Alla fine li sistemammo in una struttura comunale di fortuna. La mattina dopo erano già spariti”
Il sindaco ha proposto di introdurre un sistema di valutazione delle associazioni che gestiscono i minori: “Se un minore gestito da un’associazione crea problemi, si valuta la struttura. Chi non sa educare o contenere, perde i fondi o la possibilità di operare”
Poi la frase che ha fatto discutere: “Serve un deterrente. Per eventi come il Carnevale mettiamo un biglietto d’ingresso, anche di 5 o 10 euro. Non per fare cassa, ma per scremare. Chi viene solo a fare casino, che stia a casa. La feccia non la vogliamo. E non parlo di stranieri in generale, parlo di chi delinque. Se il 90% dei reati li commettono stranieri, è un dato oggettivo. E chi fa disordine, è feccia. Punto”
A queste affermazioni ha replicato Stefano Rebek, sottolineando il rischio di etichettare un fenomeno complesso con parole pericolose: “Così non si risolve nulla, si alimenta solo il disagio sociale. Le cifre sono un tema, ma il vero problema è come si investe sul territorio. Le ronde, le zone rosse, i ticket per entrare ai carnevali... tutto questo è sintomo di una gestione che rincorre l’emergenza ma non la affronta alla radice”
Paul Pisani, rappresentante GIS, ha posto l’accento sulla percezione crescente di insicurezza, in particolare in alcune zone della città. Ha confermato il crescente numero di segnalazioni, specialmente da parte di commercianti e residenti: “È chiaro che c’è un problema. Ma serve una regia forte, non soluzioni spot”
Il confronto ha mostrato due visioni distinte: da un lato chi chiede controlli più rigidi, filtri all’ingresso e tagli ai costi dell’accoglienza, dall’altro chi insiste sulla necessità di interventi educativi, sociali e strutturali, che evitino di criminalizzare un’intera fascia di popolazione
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