Piazza Perugino, l’appello di una residente: “Servono interventi concreti per la quiete della zona”
Una nuova segnalazione giunge da una residente di Piazza Perugino, che racconta la difficile convivenza quotidiana con situazioni di disturbo e disordine nella zona, nonostante la presenza costante delle forze dell’ordine.
«Abito qui e vorrei sottoporre un problema che si ripete ogni giorno – spiega la cittadina –. Nonostante la presenza quasi quotidiana di piantoni e pattuglie, le recinzioni installate attorno alle piante, recentemente rifatte grazie all’intervento del Comune e dell’assessore Tiziano, vengono continuamente danneggiate e urtate da persone che giocano a pallone, a tutte le ore del pomeriggio e della sera, anche durante le fasce orarie di riposo.»
La segnalazione prosegue sottolineando che non si tratta solo di bambini o ragazzi, ma spesso anche di adulti e anziani, che continuano a utilizzare impropriamente l’area nonostante la vicinanza delle forze dell’ordine. «Ci sono adulti, anche sessantenni, e stranieri che senza alcun problema calpestano le aiuole e colpiscono le recinzioni. Gli agenti, pur presenti in buon numero, non possono intervenire perché non esiste alcun cartello di divieto di giocare a pallone. Mi chiedo allora a cosa serva avere otto agenti presenti se non ci sono strumenti per far rispettare delle semplici regole di convivenza.»
Secondo la residente, basterebbe un intervento minimo per ristabilire ordine e tutela della quiete pubblica: «Basterebbe apporre dei cartelli di divieto per impedire il gioco con il pallone in quell’area, evitando così continue violazioni e danni al patrimonio pubblico. In questo modo le forze dell’ordine avrebbero anche uno strumento chiaro su cui intervenire. Al momento la situazione è diventata invivibile, soprattutto per chi abita e lavora qui.»
L’appello si conclude con un ringraziamento a Trieste Cafe per la disponibilità a dare voce ai cittadini e con un auspicio rivolto alle istituzioni cittadine: «Chiedo al Comune e alle forze dell’ordine di attuare misure concrete che garantiscano un minimo di vivibilità a chi risiede nella piazza.»
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