Oltre 500 pneumatici recuperati: i progetti ambientali protagonisti a Muggia
Si è svolto mercoledì alle 18, nella Sala Millo di Muggia, il convegno “I Fondali del Golfo di Trieste, quale futuro”, promosso dall’associazione riconosciuta dal Ministero L’Altritalia Ambiente con il patrocinio del Comune di Muggia, del Comitato Regionale Fvg Fipsas e con la collaborazione dell’Area Marina Protetta di Miramare.
Un appuntamento molto partecipato, coordinato dal consigliere regionale dell’Altritalia Ambiente Adriano Toffoli, che ha riunito istituzioni, associazioni e cittadini in un confronto condiviso sul futuro del nostro mare, un patrimonio naturale che richiede tutela, conoscenza e continuità di interventi.
Un video che emoziona e una sala gremita
La serata si è aperta con la proiezione di un video dedicato ai ritrovamenti nei fondali del Golfo: immagini che hanno suscitato forte emozione tra i presenti.
Il sindaco di Muggia, Paolo Polidori, ha definito quelle scene “uno scempio ambientale”, ricordando però che tutti i materiali mostrati sono stati rimossi dai fondali, offrendo una testimonianza concreta del lavoro svolto.
Sono seguiti i saluti dell’assessore regionale Pier Paolo Roberti e l’intervento del comandante della Stazione Navale della Guardia di Finanza, Edoardo Anedda, che ha ribadito la vicinanza del corpo alle iniziative ambientali e l’importanza della loro costante presenza nelle operazioni subacquee.
Interventi tecnici, progetti futuri e una visione comune
Il primo relatore, l’assessore all’Ambiente di Muggia Elisabetta Steffe, ha sottolineato la disponibilità dell’amministrazione comunale nel supportare ogni progetto dedicato alla tutela del mare. Ha ricordato l’importanza di guardare al futuro con soluzioni concrete, evitando di soffermarsi solo sui danni del passato.
Il capitano di fregata Achille Selleri, Capo Servizio Operativo della Capitaneria di Porto di Trieste, ha ribadito l’attenzione costante della Capitaneria verso ogni iniziativa dedicata alla pulizia dei fondali e alla prevenzione delle attività illecite.
Il moderatore Adriano Toffoli ha poi presentato un secondo video, questa volta dedicato alle fasi operative di recupero dei rifiuti: un racconto che ha illustrato la nascita e l’evoluzione dei progetti dal 2019 a oggi.
I numeri raccontano un impegno straordinario: oltre 500 pneumatici, tonnellate di plastica e rifiuti rimossi dal mare grazie a più di 30 immersioni all’anno, con la creazione di veri e propri punti di raccolta subacquei. Un lavoro fondato su collaborazione, metodo e continuità.
Il valore della rete tra istituzioni e associazioni
Il direttore dell’Area Marina Protetta di Miramare, Maurizio Spoto, ha portato la propria esperienza nella gestione delle AMP, ricordando quanto sia determinante la sinergia tra enti e realtà associative.
Il vicepresidente del Comitato Fvg Fipsas, Gianluca Coidessa, ha rimarcato il ruolo fondamentale della Federazione nel supporto operativo e burocratico ai progetti ambientali, oltre che nel fornire contributi scientifici indispensabili.
In chiusura, Massimiliano Licen, presidente del Sub Sea Club Trieste e rappresentante di Ghost Diving Adriatic, ha illustrato con numerosi video le tecniche avanzate utilizzate per recuperare reti fantasma in profondità, tecniche poi adattate e applicate anche nel Golfo per rendere le operazioni più sicure ed efficienti.
Un impegno che guarda al futuro
Tutti i relatori hanno condiviso un unico messaggio: il futuro dei fondali del Golfo di Trieste dipende da un lavoro di squadra, da una responsabilità collettiva e dalla capacità di costruire una rinnovata cultura ambientale.
Dalla tutela della biodiversità alla lotta contro i rifiuti, dalla vigilanza contro le attività irregolari alla sensibilizzazione dei cittadini, la direzione è chiara: solo insieme possiamo garantire un mare più pulito, più sano e più protetto.
Una serata che ha unito conoscenza, testimonianze e impegno, confermando ancora una volta che il Golfo di Trieste non è solo bellezza naturale, ma una ricchezza da custodire e tramandare.
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