Olimpia, il cane che ha unito il Friuli Venezia Giulia: dopo oltre un anno finalmente una nuova vita

Ci sono storie che, a un certo punto, smettono di appartenere soltanto a chi le vive e diventano patrimonio di un’intera comunità. Quella di Olimpia, Pastore Maremmano-Abruzzese rimasta per oltre un anno lontana dal proprio gregge, è una di queste.
Per mesi il suo nome ha attraversato il Friuli Venezia Giulia. Avvistamenti, appelli, segnalazioni, tentativi di recupero e tanta speranza hanno accompagnato un percorso lungo e complesso, fino al momento in cui la grande rete costruita attorno a lei è riuscita finalmente a metterla in sicurezza.
Olimpia, nel frattempo, era diventata molto più di un cane vagante. Era diventata un simbolo.
Tutto iniziò dopo la transumanza
La storia di Olimpia nasce durante la transumanza.
Dopo aver partorito, il cane si era separato dal gregge e, per una serie di circostanze, non era più riuscito a ricongiungersi agli altri animali.
Il pastore aveva dovuto proseguire il proprio cammino e da quel momento per Olimpia era iniziata una lunga esperienza da sola, fatta di spostamenti, diffidenza e continue fughe da ogni tentativo di avvicinamento.
Un percorso durato più di un anno.
Sei donne unite dallo stesso obiettivo
Attorno a Olimpia si è progressivamente formata una squadra composta da sei donne provenienti da esperienze differenti ma accomunate dalla stessa determinazione.
A seguire il recupero sono state Eleonora Rossi, Guardia Zoofila A.I.S.A.; Irene Guerriera, esperta nel recupero di cani e gatti smarriti nel territorio udinese; Laura Piccirillo, del Gruppo di Ricerca di Trieste; Brenda Stocco, volontaria e futura Guardia Zoofila; Adriana Domio, volontaria triestina impegnata nel recupero di animali; e Deborah Paul, che pur non appartenendo formalmente al mondo del volontariato ha scelto di mettere a disposizione tempo ed energie.
Irene Guerriera e Laura Piccirillo collaboravano già da anni nel recupero di cani e gatti in difficoltà. In questa occasione, insieme alle altre componenti della squadra, hanno unito esperienza, pazienza e capacità operative per affrontare un caso particolarmente difficile.
Un cane che sembrava impossibile da avvicinare
Per mesi sono stati tentati diversi sistemi di recupero.
Gabbie trappola di varie dimensioni, recinti, appostamenti e strategie studiate nei dettagli non erano riusciti però a superare la diffidenza di Olimpia.
Il cane sembrava comprendere ogni tentativo e riusciva a mantenere costantemente le distanze.
Secondo quanto raccontato da chi ha seguito la vicenda, nemmeno il suo pastore era mai riuscito ad avvicinarla facilmente.
Quella che inizialmente era una grande difficoltà operativa diventava, giorno dopo giorno, anche una dimostrazione dell’intelligenza e dell’istinto di sopravvivenza dell’animale.
Olimpia diventa il cane di tutti
Mentre continuavano i tentativi di recupero, attorno a Olimpia cresceva una straordinaria rete spontanea.
C’era chi lasciava per lei una ciotola d’acqua, chi preparava polpettine, chi portava latte caldo e persino biscotti a forma di cuore.
Anche alcuni residenti più anziani aspettavano il suo passaggio.
In quel periodo Olimpia era diventata, di fatto, il cane di tutti.
Ma la sua permanenza libera sul territorio non poteva continuare indefinitamente. Restavano infatti i rischi legati alla strada e alla sua stessa sicurezza, oltre alla necessità di evitare situazioni potenzialmente pericolose.
Le donazioni e l’intervento degli specialisti
Determinanti sono state anche le numerose donazioni arrivate da diverse parti d’Italia.
Le risorse raccolte hanno consentito di coinvolgere professionisti specializzati come il Pet Detective Marco Fanti e il veterinario Riccardo Ercolini, chiamati a collaborare a un intervento ormai diventato particolarmente complesso.
Dopo numerosi tentativi, la svolta è arrivata attraverso una procedura di sedazione a distanza con dardo.
Olimpia è stata finalmente recuperata e messa in sicurezza.
La promessa: nessun canile
Le sei donne che avevano seguito il caso si erano però poste fin dall’inizio un altro obiettivo: Olimpia non sarebbe finita in un canile.
La promessa è stata mantenuta.
Oggi vive da Elena Costanzo, nella realtà di “Come nelle Favole”, in un ambiente dove può ritrovare elementi familiari alla propria natura.
Attorno a lei ci sono pecore, asini, cavalli e agnellini.
Olimpia è libera, ma contemporaneamente protetta e seguita.
Il ritorno al suo mondo
Nella nuova vita il Pastore Maremmano-Abruzzese ha ripreso a sorvegliare il gregge e ha instaurato un rapporto particolare con un piccolo agnello, diventato il suo inseparabile compagno.
La costruzione della fiducia rimane però graduale.
Ogni piccolo avvicinamento rappresenta un progresso: uno sguardo, una distanza che diminuisce, un gesto accettato.
Passaggi apparentemente minimi che, dopo oltre un anno trascorso in condizioni così particolari, assumono un significato enorme.
Nasce “Tutti insieme per Olimpia”
La storia continuerà a essere raccontata anche attraverso la pagina social “Tutti insieme per Olimpia”, nata per documentare il percorso.
Fotografie e video ripercorreranno gli avvistamenti, le difficoltà incontrate, i tentativi di recupero e la nuova quotidianità.
Una maniera per mantenere viva la rete che, durante tutti questi mesi, si è stretta attorno all’animale.
Una storia che parla soprattutto di solidarietà
Il caso di Olimpia non riguarda infatti soltanto il recupero di un cane.
Racconta una collaborazione costruita tra volontari, cittadini, professionisti, istituzioni e forze dell’ordine, ciascuno intervenuto secondo il proprio ruolo.
Persone diverse, che probabilmente in altre circostanze non si sarebbero mai incontrate, hanno lavorato verso lo stesso obiettivo.
Alla fine, proprio questa rete ha reso possibile ciò che per lungo tempo era sembrato irraggiungibile.
Oggi Olimpia ha ritrovato un luogo nel quale vivere, ma ha lasciato anche qualcosa alle centinaia di persone che hanno seguito la sua storia: la dimostrazione che un impegno condiviso, quando continua nel tempo senza arrendersi, può davvero cambiare il destino di una vita.
Articoli correlati
CronacaTrieste, bolletta del gas schizzata del 53% in un anno
Bollette dell'energia elettrica schizzate in alto di oltre il 10% per le imprese artigiane della meccanica e della lavorazione del legno e quasi del 9% per il settore delle acconciature, tre comparti che rappresentano una porzione significa
CronacaBurro e formaggi venduti come “friulani”, sanzione da 67mila euro a un’azienda lattiero-casearia
Un controllo dei Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Udine , con il supporto del Comando Provinciale, ha portato alla contestazione di pratiche ritenute ingannevoli nella presentazione e pubblicizzazione di alcuni prodotti di un’az
CronacaEconomia, Trieste accelera: Pil stimato in crescita dell’1,1% nel 2026, SI VOLAAA
Per stima del Pil, il Trentino-Alto Adige, prima, è "davanti a Lazio e Toscana (+1,2%) ed a Emilia-Romagna, Basilicata e Liguria (+1,1%)". In coda la Valle d'Aosta, dopo "la Calabria, quasi ferma (+0,1%). Poco sopra il Molise (+0,5%). Tra l
CronacaInvestito in via dell’Istria, la famiglia «Abbiamo saputo del ricovero solo dopo cinque ore»
Una familiare dell’uomo investito il 6 agosto alla rotonda del cimitero di via dell’Istria affida a Trieste Cafe un duro sfogo per quanto accaduto nelle ore successive all’incidente. Secondo quanto riferito dalla donna, la famiglia non sare
