Sabato corteo regionale contro la guerra a Trieste : “No al riarmo, sì alla pace”

È stato annunciato per sabato 31 maggio 2025 alle ore 16:00, con ritrovo in Piazza San Giovanni a Trieste, il corteo regionale contro la guerra promosso da una rete di realtà pacifiste, movimenti e gruppi che si oppongono alla militarizzazione del territorio, al riarmo europeo e alle politiche estere che considerano in contrasto con i principi della neutralità e della pace.
Contro il riarmo europeo e la militarizzazione del FVG
Nel comunicato diffuso dagli organizzatori si esprime forte preoccupazione per il piano da 800 miliardi di euro “ReArm Europe”, che rappresenterebbe – secondo i promotori – “un preludio a un nuovo grande conflitto”. Accanto a questo, viene denunciato l’aumento delle spese militari nazionali a discapito di quelle sociali.
Particolare attenzione è rivolta alla situazione del Friuli Venezia Giulia, regione definita “altamente militarizzata”, con riferimento alla presenza di basi militari, infrastrutture logistiche e aziende attive nella produzione di armamenti, tra cui Leonardo a Ronchi dei Legionari. Criticata anche la presenza delle bombe nucleari B61-12 nella base americana di Aviano, considerate un grave rischio per l’intero territorio.
Trieste, porto e neutralità al centro della protesta
Il corteo si pone in opposizione ai progetti che coinvolgerebbero Trieste nel contesto dell’IMEC (India-Middle East-Europe Corridor) e della Three Seas Initiative, due programmi strategici su scala internazionale. Gli organizzatori sostengono che tali piani violino il Trattato di Pace del 1947, che stabilisce la neutralità e smilitarizzazione di Trieste e la funzione di porto franco internazionale.
Viene inoltre denunciata la prospettiva di collegamenti diretti tra Trieste e il porto israeliano di Haifa, interpretata come una forma di complicità con le politiche di Israele nei confronti del popolo palestinese.
Le rivendicazioni del corteo
Tra le principali istanze espresse dagli organizzatori, si evidenziano:
- Rifiuto del riarmo europeo e nazionale
- Stop all’invio di armi in Ucraina e a Israele
- Fuori IMEC, Trimarium e Nato da Trieste
- Applicazione del Trattato di Pace del 1947
- Smilitarizzazione e denuclearizzazione del Porto di Trieste
- Contrarietà al transito di armi nei porti regionali e alla base USAF di Aviano
- Opposizione al nuovo decreto sicurezza e alle misure emergenziali permanenti
- Solidarietà a Palestina, Libano, Yemen e movimenti di resistenza contro imperialismo e neocolonialismo
La manifestazione, dichiarano i promotori, intende essere un momento di mobilitazione civile per affermare un'alternativa di pace, giustizia e autodeterminazione dei popoli.
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