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Cronaca

“Non sei al mio livello”: tensione a Fuori dal coro tra l’inviata e un esponente islamico a Monfalcone

Luca Marsi ·
“Non sei al mio livello”: tensione a Fuori dal coro tra l’inviata e un esponente islamico a Monfalcone

Nel corso dell’ultima puntata di “Fuori dal coro”, andata in onda su Retequattro, il conduttore Mario Giordano è tornato a Monfalcone, comune al centro delle polemiche per l’utilizzo di locali a uso commerciale come moschee, nonostante il divieto imposto dal Consiglio di Stato. Un’inchiesta televisiva che ha sollevato interrogativi, tensioni e accuse incrociate, puntando i riflettori su una realtà complessa e ancora irrisolta.

Moschee non autorizzate e candidati in silenzio

Le telecamere del programma hanno documentato come, nonostante la recente sentenza definitiva del Consiglio di Stato, alcuni locali continuino a essere utilizzati regolarmente come luoghi di culto islamico. Le immagini mostrano chiaramente decine di fedeli all’uscita di uno di questi centri, proprio al termine della preghiera.

Giordano ha tentato più volte di intervistare un candidato candidato nella lista islamica che si presenta alle prossime elezioni comunali di Monfalcone. Davanti alle domande del giornalista, il candidato ha evitato di rispondere, coprendosi con il cappuccio e mantenendo il silenzio, suscitando reazioni polemiche. “Perché non rispondi? Sei candidato, devi rispondere!” incalza il giornalista.

“Io non sono al tuo livello” – tensione con l’inviata

Uno dei momenti più discussi è stato lo scambio con un altro rappresentante della comunità, che ha rifiutato di parlare con l’inviata, sostenendo che solo Mario Giordano fosse al “suo livello”. Un’affermazione che ha acceso ulteriori critiche, anche per il tono percepito come denigratorio verso le donne.

Un caso già chiuso dalla giustizia, ma ignorato nella pratica

La vicenda delle moschee non autorizzate di Monfalcone non è nuova. Dopo una lunga battaglia legale, il Consiglio di Stato ha stabilito che l’immobile in questione non può essere adibito a luogo di culto, ma deve tornare alla sua destinazione d’uso originaria, ossia attività direzionale. Tuttavia, il reportage mostra come la decisione giudiziaria non venga ancora rispettata.

Spunta il legame con un arresto per terrorismo

Durante le riprese, è stato riconosciuto anche un imam macedone, presunto vicino a un cittadino arrestato lo scorso dicembre a Monfalcone con l’accusa di terrorismo. Secondo la trasmissione, i due avrebbero ipotizzato di aprire insieme una moschea radicale. Anche in questo caso, l’uomo non ha voluto rispondere alle domande.

Monfalcone, città simbolo del cambiamento demografico

Il reportage sottolinea che Monfalcone è il comune italiano con la più alta percentuale di residenti islamici: un cittadino su tre. In questo contesto, per la prima volta, è stata presentata una lista politica esplicitamente legata alla comunità islamica, sollevando interrogativi sul rapporto tra religione e politica locale.

Il caso si estende anche a Mestre

La puntata ha mostrato inoltre una situazione simile a Mestre, dove un ex supermercato è stato trasformato in moschea. Anche qui una sentenza del Consiglio di Stato ha imposto il ripristino dello stato d’uso originario, ma i locali continuano ad accogliere fedeli. I giornalisti hanno cercato di entrare per ottenere spiegazioni, ma sono stati bloccati.

Fotografie, social e sorveglianza: la vicenda si complica

“Fuori dal coro” ha mostrato anche due uomini fuori dalla moschea intenti a chiedere documenti ai presenti, suscitando dubbi sul loro ruolo. L’inviata ha chiesto chiarimenti, ipotizzando che potessero essere agenti o addetti alla sicurezza. Nessuna risposta chiara è stata fornita.

Una realtà difficile da ignorare

Le immagini di Retequattro mostrano con evidenza che le sentenze dello Stato non trovano applicazione effettiva, e che i locali continuano a essere utilizzati come moschee nonostante i divieti. Il reportage accende così il dibattito su integrazione, legalità e gestione dei luoghi di culto, con Monfalcone ancora una volta al centro dell’attenzione mediatica.

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