sabato 3 ottobre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
29/09 Studio Sandrinelli
Breaking
Trieste, Bertoli resta alla guida della Lega: elezione per acclamazione e nuova squadra cittadina ◆ Trieste, donna ferita sulla Napoleonica: recuperata in barella con un intervento congiunto dei soccorritori ◆ Trieste, attenzione alla viabilità: Galleria Carso chiusa verso Venezia dalle 21 di sabato alle 6 di domenica ◆ Alberghi pieni a Trieste, Federalberghi avverte: «Occupazione e redditività sono due cose diverse» (VIDEO) ◆ Dipiazza ai giovani in diretta: «Io non avevo neanche i soldi per un caffè, poi ho osato» (VIDEO) ◆ Sul futuro di Porto Vecchio emergono le idee della coalizione: «Non può essere solo annunci» (VIDEO) ◆ Rovinelli: «Una volta organizzare eventi molto più semplice, oggi servono tecnici e certificazioni» (VIDEO) ◆ Movida, Zini sulla deroga Barcolana: «Fino alle due sarebbe l'orario giusto» (VIDEO) ◆ Triestino Dellago: «Per vendere il vino servono qualità e comunicazione, la sostanza deve esserci» (VIDEO) ◆ Trieste in Barcolana a ritmo di musica, Elisa Colummi: «Canzoni marittime in giro per la città» (VIDEO) ◆ Barcolana tra inclusione e sociale: torna l'aperitivo silenzioso sulla terrazza Fotomauro (VIDEO) ◆ Trieste, Massimo Semeraro sulla Barcolana: «Per una microimpresa è un grossissimo sacrificio» (VIDEO) ◆ Trieste, Selekta e Ottolino pronti a tornare insieme? «Sarebbe bello riprendere la collaborazione» (VIDEO) ◆ Rcky Ottolino spiega la sfida dei dj a Barcolana: «In piazza devi leggere un pubblico vastissimo» (VIDEO) ◆ Ramazzina sui giovanissimi con il coltello: «I genitori devono ricominciare a prestare attenzione» (VIDEO) ◆ Trieste, Bertoli resta alla guida della Lega: elezione per acclamazione e nuova squadra cittadina ◆ Trieste, donna ferita sulla Napoleonica: recuperata in barella con un intervento congiunto dei soccorritori ◆ Trieste, attenzione alla viabilità: Galleria Carso chiusa verso Venezia dalle 21 di sabato alle 6 di domenica ◆ Alberghi pieni a Trieste, Federalberghi avverte: «Occupazione e redditività sono due cose diverse» (VIDEO) ◆ Dipiazza ai giovani in diretta: «Io non avevo neanche i soldi per un caffè, poi ho osato» (VIDEO) ◆ Sul futuro di Porto Vecchio emergono le idee della coalizione: «Non può essere solo annunci» (VIDEO) ◆ Rovinelli: «Una volta organizzare eventi molto più semplice, oggi servono tecnici e certificazioni» (VIDEO) ◆ Movida, Zini sulla deroga Barcolana: «Fino alle due sarebbe l'orario giusto» (VIDEO) ◆ Triestino Dellago: «Per vendere il vino servono qualità e comunicazione, la sostanza deve esserci» (VIDEO) ◆ Trieste in Barcolana a ritmo di musica, Elisa Colummi: «Canzoni marittime in giro per la città» (VIDEO) ◆ Barcolana tra inclusione e sociale: torna l'aperitivo silenzioso sulla terrazza Fotomauro (VIDEO) ◆ Trieste, Massimo Semeraro sulla Barcolana: «Per una microimpresa è un grossissimo sacrificio» (VIDEO) ◆ Trieste, Selekta e Ottolino pronti a tornare insieme? «Sarebbe bello riprendere la collaborazione» (VIDEO) ◆ Rcky Ottolino spiega la sfida dei dj a Barcolana: «In piazza devi leggere un pubblico vastissimo» (VIDEO) ◆ Ramazzina sui giovanissimi con il coltello: «I genitori devono ricominciare a prestare attenzione» (VIDEO) ◆
Cronaca

Movida a Trieste, Mauro Manni: «Gli eventi ci sono, basta alzarsi e andare a prenderseli» (VIDEO)

Luca Marsi·
Movida a Trieste, Mauro Manni: «Gli eventi ci sono, basta alzarsi e andare a prenderseli» (VIDEO)

Una Trieste tutt'altro che immobile, con numerosi appuntamenti, musica, feste e un pubblico che continua ad avere voglia di uscire. È la fotografia proposta da Mauro Manni durante il talk dedicato alla movida condotto da Luca Marsi dal palco della Sagra de la Sardela.

Manni si è distinto nel confronto per una lettura decisamente più ottimista rispetto all'idea, ancora diffusa, di una città con poche occasioni di divertimento.

«A livello di spazio, a mio parere, ci sono tanti spazi dove divertirsi», ha spiegato, ricordando di aver avuto una settimana praticamente senza pause, con appuntamenti «dalla Piazza di Muggia fino ad arrivare qua alla Sagra della Sardella».

«Ci sono serate doppie e triple»

Secondo Manni l'offerta di eventi non sarebbe affatto scarsa. Al contrario, in alcune giornate il problema sarebbe perfino scegliere dove andare.

«Ci sono tante serate doppie, triple e le persone devono decidere dove andare», ha sottolineato.

La richiesta di qualcosa in più rimane, soprattutto sul fronte degli orari, ma la valutazione complessiva è positiva: «Sicuramente sarebbe bello fare più festa, però sui luoghi devo dire la verità: io vedo tanta, tanta roba quest'anno, tanta».

Una posizione che sposta quindi il dibattito: non soltanto cosa manca a Trieste, ma anche quanto i cittadini siano realmente consapevoli dell'offerta già esistente.

Giovani in pista, adulti seduti

Manni ha raccontato anche ciò che osserva direttamente dal palco.

Durante un evento con la band Curva Dritta, dedicato in larga parte al rock degli anni Settanta e Ottanta, ha visto molti ragazzi ballare, saltare e partecipare con entusiasmo.

«I giovani erano in pista, saltavano, facevano festa, vivevano veramente l'energia alla grande», ha raccontato. Al contrario, ha osservato numerosi adulti rimanere seduti, comprese persone che riconosceva dai tempi delle discoteche.

Da qui una considerazione che va oltre la movida in senso stretto.

Secondo Manni, a 40 o 50 anni troppe persone iniziano a considerarsi già anziane. Una mentalità che, a suo giudizio, andrebbe superata conservando quella stessa voglia di vivere che caratterizzava gli anni precedenti.

Trieste ha artisti e professionisti

Nel corso della diretta Manni ha inoltre ricordato la ricchezza della scena artistica locale, citando band, musicisti e dj.

Il concetto espresso è semplice: non mancano soltanto gli eventi, ma neppure le persone capaci di costruirli e animarli.

«Abbiamo veramente tanti artisti, abbiamo tanti eventi, basta solo alzarsi e andare a prenderseli», ha affermato.

Una frase che sintetizza una parte importante del dibattito: Trieste può certamente fare di più, ma secondo Manni dovrebbe anche smettere di raccontarsi esclusivamente attraverso ciò che manca.

Le difficoltà degli organizzatori

Il suo giudizio positivo sugli eventi non significa però sottovalutare i problemi.

Manni ha riconosciuto come oggi organizzare sia «sempre più complicato». Permessi, fonometrie, Siae e investimenti devono essere affrontati prima ancora che il primo cliente entri nel locale.

«Un evento vuol dire tirar fuori i soldi prima ancora che il primo cliente sia entrato», ha sottolineato.

Da qui la richiesta di una maggiore elasticità nell'affrontare imprevisti e situazioni concrete, pur ribadendo che le regole devono essere rispettate.

La sua posizione è quindi quella di una semplificazione ragionata, non di una cancellazione dei controlli.

«Meno smartphone, più divertirvi»

È però nella parte finale dell'intervento che Manni ha consegnato uno dei messaggi più personali dell'intera serata.

Alla domanda se oggi il pubblico voglia realmente divertirsi oppure sia maggiormente interessato a realizzare foto, video e storie da pubblicare sui social, ha risposto senza esitazioni: «Le persone vogliono, desiderano, amano divertirsi».

Poi l'invito: «Ricordatevi che siamo ancora vivi».

«Meno smartphone delle serate, più divertirvi», ha aggiunto, invitando le persone a non osservare continuamente ciò che accade attraverso uno schermo.

Lavorare con impegno, ma mettere lo stesso impegno anche nel vivere

La riflessione di Manni sul rapporto tra lavoro e vita personale non vuole in alcun modo ridimensionare il valore del lavoro. Al contrario, il lavoro resta per lui un elemento fondamentale, che richiede impegno, responsabilità e dedizione.

Il senso del suo intervento è un altro: una volta terminati gli impegni professionali, sarebbe importante riuscire a mettere la stessa volontà anche nelle altre sfere della propria vita.

Dedicare tempo a sé stessi, alle persone che si amano, alle relazioni, al divertimento e alle esperienze significa, nella sua lettura, non lasciare che tutta l'energia personale venga assorbita esclusivamente dal lavoro.

Troppo spesso, infatti, il «dare il massimo» viene concentrato soltanto sulla dimensione professionale, mentre finiscono in secondo piano aspetti altrettanto importanti per il benessere personale e sociale.

È in questo senso che va letta la sua riflessione sul «lavorare per vivere»: non come una contrapposizione al lavoro, ma come un invito a non dimenticare tutto ciò che esiste oltre gli impegni professionali.

«Mettiamo impegno anche nelle cose che un giorno ricorderemo»

Il punto centrale del ragionamento riguarda proprio il modo in cui ciascuno sceglie di impiegare il proprio tempo.

Lavorare seriamente e con dedizione resta fondamentale, ma per Manni sarebbe altrettanto importante impegnarsi nel costruire momenti, relazioni ed esperienze capaci di lasciare un ricordo.

Il rischio, altrimenti, è quello di continuare a rimandare esperienze, desideri e occasioni, lasciandoli idealmente «nel cassetto».

Quando si guarda indietro alla propria vita, ha spiegato nel senso complessivo del suo intervento, sono soprattutto le cose vissute, le persone incontrate e i momenti condivisi a formare quell'«album dei ricordi» che resta davvero.

Il messaggio, quindi, non è che il lavoro conti meno. È piuttosto un invito all'equilibrio: lavorare con impegno, ma ricordarsi di mettere altrettanto impegno anche nel vivere pienamente.

Dal palco della Sagra de la Sardela, dunque, il dibattito sulla movida si è trasformato anche in una riflessione sul modo in cui scegliamo di utilizzare il nostro tempo. E il messaggio di Mauro Manni è stato chiaro: gli eventi ci sono, la voglia di divertirsi pure. Ma accanto alla responsabilità professionale deve esserci anche la capacità di concedersi esperienze, relazioni e momenti destinati a diventare ricordi.

DI SEGUITO IL VIDEO

RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati