Monfalcone, vendeva alcol oltre l'orario consentito: negozio bengalese chiuso per 10 giorni

Un esercizio commerciale del centro di Monfalcone dovrà sospendere la propria attività per dieci giorni. Il provvedimento, disposto dal Questore di Gorizia per motivi di ordine e sicurezza pubblica, è stato notificato nei giorni scorsi al titolare dell'attività.
La decisione arriva al termine di un'attività svolta congiuntamente dalla Polizia Locale di Monfalcone e dalla Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Gorizia.
Secondo quanto comunicato, la sospensione è stata adottata ai sensi dell'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e dell'articolo 12 del Decreto Minniti, dopo che l'attività sarebbe risultata coinvolta in ripetute violazioni dell'ordinanza comunale emanata per contrastare fenomeni di degrado urbano, schiamazzi, bivacchi e consumo di alcolici negli spazi pubblici.
Nel corso dei controlli effettuati sul territorio, gli agenti della Polizia Locale hanno accertato in due occasioni il mancato rispetto dell'ordinanza sindacale che impone la chiusura alle ore 20.30 per determinate categorie di esercizi commerciali.
L'ordinanza era stata introdotta dall'amministrazione comunale con l'obiettivo di affrontare problematiche segnalate in alcune zone della città, dove la presenza di attività dedite alla vendita di bevande alcoliche a basso costo aveva contribuito, secondo il Comune, a generare episodi di disturbo della quiete pubblica e situazioni di degrado urbano.
Il provvedimento di sospensione comporterà quindi la chiusura temporanea dell'esercizio per dieci giorni.
Sulla vicenda è intervenuta anche Anna Maria Cisint, consigliere delegato alla Sicurezza ed europarlamentare, che ha sottolineato il significato del provvedimento nell'ambito delle politiche comunali sulla sicurezza urbana.
«Questo provvedimento dimostra ancora una volta che le regole a Monfalcone devono essere rispettate da tutti e che chi decide di ignorarle va incontro a conseguenze concrete», ha dichiarato.
Cisint ha inoltre evidenziato come l'amministrazione comunale abbia introdotto negli anni una serie di strumenti destinati a tutelare il decoro urbano, la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini.
«La sospensione della licenza rappresenta un segnale importante, perché conferma che le ordinanze comunali non sono meri atti formali, ma strumenti efficaci che, se violati, comportano conseguenze tangibili», ha aggiunto.
L'episodio si inserisce nel più ampio quadro delle attività di controllo svolte sul territorio da Polizia Locale, Questura e Forze dell'Ordine per garantire il rispetto delle disposizioni vigenti e la tutela della vivibilità urbana.
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