venerdì 6 novembre 2026
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Cronaca

Migranti, Schiavone attacca: “Più arrivi nel 2026 e persone lasciate per settimane in strada” (VIDEO)

Luca Marsi·
Migranti, Schiavone attacca: “Più arrivi nel 2026 e persone lasciate per settimane in strada” (VIDEO)

La situazione dell’asilo a Trieste è “decisamente critica” e, secondo Gianfranco Schiavone, il quadro degli ultimi mesi lo conferma in modo netto. A margine della conferenza stampa svoltasi mercoledì 14 giugno 2026 al Circolo della Stampa di Trieste, il presidente di ICS ha tracciato un quadro durissimo della gestione degli arrivi, delle domande di protezione internazionale e dell’invio in accoglienza, parlando apertamente di una situazione “sconfortante” e di una mala gestione istituzionale che, a suo giudizio, continua a produrre abbandono, degrado e tensione sociale.

Schiavone ha spiegato che nei primi cinque mesi del 2026 si è registrato un netto aumento degli arrivi rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che, secondo il presidente di ICS, rappresenta la conferma definitiva del fatto che il ripristino dei controlli di frontiera alla frontiera interna non abbia alcuna rilevanza sul fenomeno.

Nel suo intervento, Schiavone ha sottolineato che quei controlli non potrebbero comunque incidere sulla questione, perché la normativa prevede in ogni caso la registrazione delle domande di asilo. Per questo motivo, secondo la sua lettura, il problema non starebbe tanto nei controlli in sé, quanto nella gestione concreta delle persone che arrivano, delle richieste di protezione e dell’accesso all’accoglienza.

È proprio su questo passaggio che il presidente di ICS ha concentrato l’attacco più duro. Schiavone ha parlato di una gestione che “continua a essere pessima”, sostenendo che le persone siano costrette ad attendere per settimane, abbandonate in strada, prima che la loro situazione venga presa in carico.

Nel suo affondo, Schiavone ha chiamato direttamente in causa anche i disservizi della Questura, definendoli apparentemente irrisolvibili ma aggiungendo che, a suo giudizio, in realtà non si vogliono risolvere. Un’accusa pesante, che attribuisce alla gestione istituzionale la responsabilità di un quadro che il presidente di ICS descrive come sempre più grave.

Secondo Schiavone, infatti, la conseguenza di questa cattiva gestione non si esaurisce nella sofferenza delle persone che attendono la registrazione della domanda d’asilo o l’invio in accoglienza. Il risultato, ha sostenuto, è anche la creazione di fenomeni di degrado, di abbandono e di tensione sociale che ricadono sulla città.

Il presidente di ICS ha quindi collegato in modo diretto il disagio visibile nello spazio urbano alla gestione delle procedure, sostenendo che la situazione attuale non sia il frutto di un’emergenza inevitabile, ma di una risposta istituzionale inadeguata. Per Schiavone, il quadro che emerge oggi a Trieste è quello di una crisi che continua ad aggravarsi proprio per l’incapacità o la mancata volontà di affrontare in modo efficace registrazioni, accoglienza e presa in carico delle persone.

Le sue parole riaccendono così il dibattito su uno dei temi più delicati per Trieste, città da anni al centro del fenomeno migratorio lungo la rotta balcanica. Ma il punto sollevato da Schiavone è preciso: il nodo, secondo lui, non è soltanto il numero degli arrivi, bensì il modo in cui questi arrivi vengono gestiti dalle istituzioni competenti.

Nel suo ragionamento, l’aumento registrato nei primi mesi del 2026 e le persone lasciate per settimane in strada sono due facce della stessa crisi. Da una parte ci sono i numeri, dall’altra una macchina amministrativa che, secondo il presidente di ICS, continua a non dare risposte adeguate, trasformando una questione di gestione in un problema sempre più visibile per tutta la città.

Per Schiavone, il risultato finale è un quadro “sconfortante”, segnato da una continua mala gestione della situazione e da effetti sociali che, a suo giudizio, vengono prodotti proprio da questa risposta istituzionale insufficiente. Un atto d’accusa durissimo, che torna a mettere sotto pressione il sistema triestino dell’asilo e dell’accoglienza.

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