“Mi mancherà tutto, bora compresa”: il prefetto Pietro Signoriello saluta Trieste con parole d’affetto

Con un messaggio sentito e profondamente rispettoso, il prefetto di Trieste Pietro Signoriello ha voluto rivolgere il suo saluto di commiato alla città e all’intera provincia, in vista della sua partenza dal capoluogo giuliano. Un testo intensamente umano e istituzionale, che riflette la qualità delle relazioni costruite negli anni di servizio e che restituisce tutta la gratitudine per l’accoglienza ricevuta.
Nel suo saluto ufficiale, Signoriello ha ringraziato «la cittadinanza e le Istituzioni tutte», includendo autorità civili, militari e religiose, ma anche il mondo economico, sociale e del volontariato. Un’attenzione particolare è stata rivolta ai sindaci, «primi immediati interlocutori delle nostre comunità e cellule fondamentali della Repubblica».
L’importanza dei legami umani e istituzionali
Il prefetto ha scelto di non elencare i risultati conseguiti, preferendo invece porre l’accento sulla qualità del dialogo costruito con la comunità triestina. Ha definito «un privilegio» l’opportunità di aver potuto intrattenere relazioni sia professionali sia personali, spesso sfociate in veri legami di amicizia. Un riconoscimento che valorizza il lavoro condiviso e il senso di appartenenza al territorio.
«La più autentica espressione dei fondamentali principi dell’azione prefettizia» – ha sottolineato – si fonda sul coordinamento, sulla leale collaborazione e sulla sussidiarietà, elementi che hanno caratterizzato la sua presenza a Trieste.
Un legame profondo con la città e la sua identità
Signoriello ha voluto esprimere la propria riconoscenza anche alla comunità linguistica slovena, con cui i rapporti sono sempre stati eccellenti, improntati alla risoluzione costruttiva delle problematiche e fondati su valori comuni e rispetto reciproco. Non è mancato un passaggio dedicato anche all’integrazione transfrontaliera e alla dimensione internazionale che contraddistingue Trieste.
Con parole dense di affetto ha descritto Trieste come «terra d’incontro», capace di integrare diversità generando ricchezza sociale, culturale ed economica. Ha elogiato la città per la sua apertura alla scienza e al futuro, riconoscendole un’identità unica, che non trova eguali altrove.
Trieste nel cuore, per sempre
Il prefetto ha voluto concludere il proprio messaggio con un pensiero carico di emozione: «Non esiste un altro posto così, non esiste un’altra Trieste». Ha auspicato un futuro di ulteriore sviluppo e benessere per la città e la sua gente, convinto che «fare rete» continuerà ad essere la strategia vincente per la crescita della comunità.
Il saluto finale, «Mi mancherà tutto, bora compresa», chiude un messaggio che resterà nella memoria della città come esempio di stile, sensibilità e spirito di servizio. Un commiato sincero e appassionato, che conferma ancora una volta il legame profondo costruito in questi anni con Trieste e la sua provincia.
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