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Cronaca

“Mi hanno picchiata e minacciata”: il grido disperato di una giovanissima triestina

Luca Marsi·
“Mi hanno picchiata e minacciata”: il grido disperato di una giovanissima triestina

Una segnalazione giunta in redazione da parte di una giovanissima triestina, che ha chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza, accende i riflettori su una realtà inquietante che sta segnando le notti della città.

Secondo quanto racconta la testimone, Trieste la sera «è diventata invivibile» a causa di bande di ragazzini minorenni che, muovendosi in gruppo, prenderebbero di mira passanti e cittadini soli, aggredendoli per “divertimento”. Episodi che, oltre alla violenza fisica, proseguirebbero con minacce via social, messaggi intimidatori e insulti, fino a citare indirizzi privati delle vittime.

«Sono ragazzini che girano tutta la notte – scrive la segnalante – vanno a caccia di persone sole e indifese da picchiare per vizio. Non importa se sei maschio o femmina: ti colpiscono lo stesso. E la polizia resta impassibile, perché sono minorenni».

«Aggredita mia cugina: ora ha paura a uscire di casa»

Nella sua denuncia, la giovane cita episodi personali e familiari: «Cinque ragazze hanno picchiato mia cugina senza alcun motivo, e adesso lei ha paura persino a girare vicino casa, perché le hanno scritto che sanno dove vive e di “stare attenta”».

Non si tratta solo di violenze occasionali, ma di un clima di terrore che prosegue nelle chat. «Ho i nomi Instagram di questi ragazzetti e tutti gli screenshot delle loro minacce – spiega – ma la polizia dice che ha le mani legate».

Un contesto che lascia i cittadini con un forte senso di abbandono: «Mi sento violata nei miei diritti – prosegue – e mi chiedo: fino a che punto bisogna arrivare affinché le cose cambino?».

«Viviamo nel far west»: rabbia e paura in città

Le parole della giovane rivelano tutta la rabbia e la frustrazione di chi si trova disarmato di fronte a questa ondata di violenza:
«Sembra il far west. Dovremmo andare tutti armati di spray e coltelli per difenderci? È una totale anarchia: le famiglie sono assenti, la polizia ha le mani legate, e a rimetterci sono solo i cittadini perbene».

Una testimonianza che non lascia spazio a interpretazioni: «La sera Trieste è in ostaggio di bande di minorenni che picchiano, minacciano e si vantano online. È giusto che tutti lo sappiano».

Cosa fare: prove, denunce, tutela

Alla luce di queste segnalazioni, gli esperti raccomandano alcune azioni pratiche e immediate:

  • Conservare prove: screenshot, chat, messaggi intimidatori, referti medici;
  • Denunciare subito: presso la Questura o il Commissariato competente, anche allegando documenti digitali;
  • Coinvolgere testimoni: se presenti, raccogliere i contatti per eventuali dichiarazioni;
  • Segnalare ai social: usare gli strumenti di segnalazione delle piattaforme;
  • Richiedere tutela: in caso di minacce gravi, è possibile che la magistratura adotti misure cautelari.

La segnalazione che ci è arrivata, pur nel suo tono accorato, è un atto di coraggio civile. È un invito a non rimanere indifferenti e a chiedere con forza più sicurezza, prevenzione e risposte concrete da parte delle istituzioni.

foto di repertorio

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