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Cronaca

Maxi sequestro in Porto: 26.000 articoli in contrabbando tra amati Pokemon e bigiotteria tossica

Luca Marsi ·
Maxi sequestro in Porto: 26.000 articoli in contrabbando tra amati Pokemon e bigiotteria tossica

Un’operazione congiunta della Guardia di Finanza di Trieste e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha portato al sequestro di oltre 26.000 articoli di contrabbando nel porto del capoluogo giuliano. Il materiale, costituito in gran parte da bigiotteria pericolosa per la salute e giocattoli contraffatti, era destinato al mercato europeo.

I controlli mirati nel porto: sequestri tra Cina, Grecia e Germania

L’intervento è stato condotto dai militari del II Gruppo di Trieste in collaborazione con i Funzionari dell’Ufficio delle Dogane, nell’ambito di un controllo finalizzato alla tutela della salute pubblica e al contrasto dell’ingresso nel territorio europeo di prodotti non conformi agli standard di sicurezza.

La merce sequestrata era contenuta in due casse mobili provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese, giunte a Trieste via treno dopo un trasbordo in Grecia, con destinazione finale la Germania.

Dentro i container: peluche contraffatti e bigiotteria pericolosa

Durante l’ispezione della prima cassa, tra i colli regolarmente dichiarati, sono stati scoperti numerosi articoli occultati e non dichiarati agli effetti doganali, configurando così l’ipotesi di contrabbando ai sensi del D.Lgs. 141 del 25 settembre 2024.

Tra la merce illecita, oltre 470 peluche con le sembianze del noto personaggio Pikachu, simbolo del franchise dei Pokémon, sono risultati contraffatti dopo le analisi tecniche condotte dalla società Nintendo Co. LTD, titolare dei diritti di proprietà intellettuale.

Sempre nella stessa cassa mobile, sono stati trovati 1.488 articoli di bigiotteria privi di certificazioni, i quali — sottoposti a esame chimico da parte dell’Agenzia delle Dogane — sono risultati nocivi per la salute dei consumatori.

Secondo carico intercettato: oltre 20.000 articoli pericolosi, inclusi reggiseni tossici

A seguito di approfondimenti investigativi sull’azienda mittente, è stato individuato un secondo carico sospetto, anch’esso in viaggio su un convoglio ferroviario con origine e destinazione identiche al primo. All’interno della seconda cassa mobile sono stati sequestrati oltre 20.000 articoli, tra cui 13.000 reggiseni contenenti sostanze nocive, come accertato dalle successive analisi di laboratorio.

Guardia di Finanza: “Difendere la salute e il mercato onesto”

Il contrasto a questa tipologia di frodi doganali non è soltanto un tema economico, ma rappresenta una priorità anche in ottica di sicurezza e tutela dei consumatori. Tali operazioni mirano a proteggere i cittadini da merci potenzialmente pericolose, a difendere il bilancio nazionale ed europeo, e a salvaguardare la concorrenza leale, mettendo un freno all’ingresso di prodotti che, grazie a un’evasione sistematica di dazi e regole, riescono a raggiungere il mercato a prezzi slealmente bassi.

Indagini in corso: vige la presunzione di innocenza

Al momento il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. In base al Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n.188, si ricorda che, per il principio di presunzione di innocenza, eventuali responsabilità verranno accertate solo in caso di sentenza definitiva di condanna.

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