Max De Palma tra estate da organizzare e una certezza: “I giovani oggi la discoteca non la cercano più” (VIDEO)
Arrivato nella parte conclusiva della trasmissione, Max De Palma ha comunque lasciato una serie di spunti molto chiari sul presente del divertimento e sui progetti in vista della stagione calda. Il suo intervento si è mosso su due piani: da una parte il tema generazionale e il rapporto dei giovani con la discoteca, dall’altra l’organizzazione dei prossimi eventi.
Il suo giudizio sul cambio di abitudini è stato netto. Parlando anche della sua esperienza personale e della realtà che osserva da vicino, De Palma ha spiegato che, secondo lui, la discoteca non è più di moda per molti giovani.
“Ai ragazzi oggi interessa altro”
Rispondendo alle domande in studio, De Palma ha detto di vedere nei ragazzi di oggi un diverso orientamento del tempo libero. Ha sostenuto che ai giovani, almeno per quanto osserva lui, non interessi particolarmente andare a ballare, mentre preferirebbero altre attività, come fare una passeggiata a Barcola o partire per una vacanza.
Il passaggio più significativo del suo intervento riguarda proprio questa trasformazione del desiderio: per De Palma non si tratta soltanto di un problema di offerta, ma di una diversa scala di priorità. Uscire in discoteca, nella sua lettura, non occuperebbe più il posto centrale che aveva in passato nell’immaginario dei ragazzi.
Nessuna colpa dei genitori, ma un cambiamento del gruppo
Alla domanda se questa minore attrazione per la discoteca possa dipendere anche dal mancato passaggio generazionale della passione per la notte, De Palma ha risposto in maniera chiara. Ha escluso che il problema sia una mancata trasmissione da parte dei genitori, spiegando anzi che, nel suo caso, i figli hanno comunque vissuto da vicino quel mondo.
Ha ricordato di essere stato proprietario del Mandracchio, quindi di aver avuto una storia personale e professionale fortemente legata a locali, feste e serate. Nonostante questo, secondo quanto ha raccontato, i figli e i loro coetanei non mostrerebbero comunque un reale interesse verso la discoteca. Per lui il nodo è un altro: se il gruppo non va, non va nessuno. Ancora una volta, dunque, torna il peso della compagnia e delle dinamiche collettive.
Una tendenza destinata a peggiorare
Quando gli è stato chiesto se questa linea possa essere invertita, De Palma si è mostrato pessimista. La sua risposta è stata molto secca: secondo lui sarà così “sempre”, anzi “forse peggio”. È una valutazione che fotografa una forte sfiducia sulla possibilità di riportare il modello classico della discoteca al centro delle abitudini giovanili.
Il suo intervento, pur breve, si inserisce perfettamente nel quadro emerso durante tutto il dibattito: il mondo della notte, così come era stato conosciuto da intere generazioni, è cambiato in profondità e i segnali che arrivano dal pubblico più giovane non sembrano andare nella direzione di un ritorno al passato.
La memoria dei locali e una città piena di riferimenti
Nel suo intervento De Palma ha anche richiamato la presenza, negli anni, di tanti locali e discoteche sul territorio triestino, sottolineando come la città abbia avuto un panorama molto più ricco e ampio rispetto a oggi. Il riferimento ai nomi e alle esperienze del passato è servito a sottolineare proprio questo: il cambiamento non è teorico, ma si misura nella quantità di spazi che hanno segnato epoche diverse del divertimento cittadino.
Il suo racconto si è inserito nel filo generale della trasmissione, che ha messo in evidenza come l’evoluzione del settore abbia riguardato non solo l’offerta, ma soprattutto il modo in cui il pubblico vive la serata.
Estate da costruire e nuovi progetti musicali
Sul fronte operativo, De Palma ha spiegato di essere al lavoro per mettere a posto alcune questioni e per organizzare la stagione estiva. Non ha annunciato serate imminenti, dicendo di essere in una fase di preparazione, ma ha fatto capire che il suo lavoro è concentrato sulla costruzione dei prossimi mesi.
Nella parte finale, ha anche chiarito di voler proporre qualcosa di differente dal filone anni Settanta, Ottanta e Novanta evocato da Mauro Manni. La sua scelta, infatti, sarebbe quella di puntare musicalmente “dai 2000 in su”, tracciando quindi una direzione più contemporanea rispetto al vintage e al repertorio storico.
È un dettaglio non secondario, perché mostra come anche all’interno dello stesso dibattito tra operatori emerga una diversificazione dell’offerta: c’è chi pensa a una festa adulta e nostalgica, e chi invece vuole costruire una proposta maggiormente legata a sonorità e immaginario più recenti.
Tra esperienza personale e sguardo sul presente
Max De Palma ha portato in diretta uno sguardo essenziale ma molto riconoscibile. Da una parte il vissuto di chi conosce il settore da anni, dall’altra la consapevolezza che il pubblico di oggi non risponde più con gli stessi meccanismi. Nel suo punto di vista, la discoteca ha perso centralità perché sono cambiate le abitudini, i desideri e le priorità dei giovani.
Allo stesso tempo, però, non c’è l’idea di fermarsi: la stagione estiva si prepara, i progetti si costruiscono e il lavoro sugli eventi continua, anche cercando nuove formule e nuovi riferimenti musicali.
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