Mattino 5, padre di Andrea Sempio rompe silenzio: «40mila euro? Prestito familiare, non tangenti»

Nella puntata odierna di Mattino Cinque, condotta da Federica Panicucci su Canale 5, è tornato in primo piano il caso Garlasco. In trasmissione è intervenuto il padre di Andrea Sempio, che ha ricostruito la propria versione in merito ai movimenti di denaro oggetto d’indagine e alle ipotesi di corruzione avanzate dalla procura.
Secondo gli inquirenti, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 sarebbero transitati circa 40.000 euro sui conti correnti di famiglia, una somma che poi sarebbe stata prelevata in contanti nell’arco di otto mesi. Per la procura, parte di questo denaro sarebbe stata usata per tentare di corrompere l’ex procuratore di Pavia, dott. Venditti, al fine di ottenere l’archiviazione.
L’uomo ha però respinto con fermezza questa ipotesi: «Non sono serviti per corrompere nessuno, men che meno il dottor Venditti. Non è mai passato per la testa», ha dichiarato. Ha quindi spiegato che i 40.000 euro provenivano da un prestito familiare, ricevuto dalle sorelle per sostenere le spese legali: «Si trattava di somme dilazionate – 1.000, 2.000, 3.000 euro alla volta – destinate agli avvocati».
Uno dei punti più discussi riguarda il cosiddetto “pizzino”, ritrovato nel corso di una perquisizione a casa sua, dove compariva la scritta “20-30 €, Venditti, Gip, Archivia”. L’uomo ha chiarito: «Era legato alle marche da bollo necessarie per ottenere copie di atti giudiziari, non a pagamenti occulti».
Durante la puntata è stata inoltre citata un’intercettazione in cui compariva la frase “il PM dalla nostra parte”. L’uomo ha attribuito quelle parole non a sé stesso, ma a un’impressione degli avvocati: «Era una loro sensazione, non un’affermazione del PM. Venditti è persona integra, non ci ha mai detto nulla del genere».
Infine, sono state affrontate le registrazioni in cui si parlava di “portare i soldi su”. Anche in questo caso, il padre di Andrea Sempio ha chiarito: «Si riferiva agli uffici degli avvocati, che stavano a un piano superiore. Significava semplicemente andare da loro a consegnare i soldi. Nulla di più».
La sua posizione resta dunque netta: nessuna corruzione, solo spese legali sostenute grazie a un prestito familiare.
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