Mattino 5, il dramma degli anziani perseguitati da baby gang: “Pregavamo per la pioggia pur di dormire”
Una storia di paura e solitudine arriva da Statte, piccolo comune in provincia di Taranto, dove due anziani vivono da anni un incubo quotidiano. A raccontarla è “Mattino 5”, il programma di Canale 5 condotto da Federica Panicucci, che nella puntata di oggi ha acceso i riflettori su un caso emblematico di stalking di gruppo da parte di una baby gang.
Nel servizio curato dall’inviato Raffaele Auriemma, la testimonianza diretta di Maria Rosaria, 66 anni, e del marito Domenico, 74, vittime di continui atti di disturbo, vandalismo e minacce da parte di ragazzini che, ogni sera, fino a notte fonda, trasformano la piazzola davanti casa in una sorta di mini rave party. «È un inferno che dura da anni – racconta Maria Rosaria – ma l’ultimo anno è stato invivibile. Non dormiamo più, ci insultano, spaccano bottiglie, urlano fino alle cinque del mattino. Abbiamo chiesto aiuto ovunque, ma nessuno ci ha mai creduto».
Le autorità hanno avviato un procedimento con codice rosso, a seguito delle denunce presentate dall’avvocato Giovanni Gentile, che ha sottolineato come la situazione fosse ormai insostenibile. «Dopo l’ultima denuncia, la Procura dei minori ha reagito con tempestività – spiega –. Hanno ascoltato la signora entro 48 ore e finalmente è iniziato un percorso d’indagine».
Nel corso della diretta, la Panicucci e il giornalista Francesco Vecchi hanno evidenziato la gravità del fenomeno: «È assurdo che in un piccolo paese nessuno conosca questi ragazzi o le loro famiglie – ha osservato Vecchi –. Possibile che solo la presenza delle telecamere di “Mattino 5” sia bastata a fermarli, mentre la magistratura e le forze dell’ordine non erano riuscite a ottenere lo stesso rispetto?».
Maria Rosaria, con voce spezzata, ha rivelato un dettaglio commovente: «Ogni giorno leggevamo il meteo, sperando nella pioggia. Solo con il maltempo riuscivamo a dormire qualche ora in pace».
Ora, con l’installazione di nuove telecamere di sorveglianza e l’attenzione mediatica accesa sul caso, la situazione sembra momentaneamente migliorata. «Da quando siete arrivati voi, da tre giorni c’è silenzio», ha confermato la donna. Ma la paura resta.
Un episodio che, come spesso accade, fa riflettere su un problema sociale profondo: quello della mancanza di educazione, controllo familiare e rispetto verso gli anziani. E dimostra, ancora una volta, come l’intervento dei media possa essere determinante per far emergere realtà che altrimenti resterebbero nell’ombra.
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