Luca Antonini: “Così la movida viene penalizzata. Serve un confronto vero, non regole punitive” (VIDEO)

Una riflessione articolata e puntuale quella di Luca Antonini, ospite nella diretta serale di Trieste Cafe, dove si è discusso dell’impatto delle nuove normative comunali sugli orari di chiusura dei locali, e delle ricadute che queste stanno già avendo – e avranno – sull’offerta culturale, lavorativa e ricreativa della città.
Secondo Antonini, il nuovo regolamento che impone la chiusura della musica alle 22:30 nei giorni feriali e a mezzanotte nel weekend rischia di penalizzare in modo drastico tutto il comparto della movida, creando difficoltà logistiche, organizzative ed economiche per gli operatori.
“Non si può punire tutti per colpa di pochi”
Uno dei punti chiave toccati da Antonini riguarda l’equilibrio tra regole e buon senso. Se da un lato è necessario sanzionare chi non rispetta le normative, dall’altro – ha spiegato – non è accettabile che l’intero settore venga trattato come un problema da contenere, anziché come una risorsa da valorizzare. “L’approccio non dev’essere punitivo. Serve una formula che premi chi lavora nel rispetto delle regole e colpisca solo chi le viola”.
Effetti su occupazione e sostenibilità economica
Antonini ha sottolineato come una regolamentazione troppo restrittiva possa incidere sulla sostenibilità economica di molte attività: “Con questi orari, molti locali non hanno il tempo materiale per incassare abbastanza. Vuol dire non poter assumere personale, non fare investimenti, e in molti casi rinunciare a programmare eventi. È un cane che si morde la coda”.
Un altro tema è quello delle abitudini sociali: “Trieste è una città di mare, d’estate le persone escono tardi. Imporre limiti rigidi significa modificare forzatamente la fruizione degli spazi e allontanare i giovani”. E se la città non offre più intrattenimento, ha aggiunto, “i soldi li andranno a spendere altrove”.
Un appello al dialogo e alla revisione futura
Pur riconoscendo la disponibilità delle istituzioni a un confronto, Antonini ha spiegato che il vero problema è che il dialogo è arrivato troppo tardi, quando il regolamento era ormai approvato. “È chiaro che non possiamo modificarlo per quest’anno, ma bisogna assolutamente iniziare a ragionare in prospettiva”.
L’auspicio, ha detto, è che si possa costruire un nuovo modello di convivenza, dove si tutelino sia il riposo dei residenti che il diritto al lavoro e alla socialità. “La soluzione non è chiudere tutto prima. La soluzione è gestire, controllare e valorizzare chi si comporta in modo corretto”.
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