domenica 12 luglio 2026
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Cronaca

Liliana Resinovich, la testimonianza del pizzaiolo Alfonso: «Parlai dei sacchi a un carabiniere»

Luca Marsi·
Liliana Resinovich, la testimonianza del pizzaiolo Alfonso: «Parlai dei sacchi a un carabiniere»

Durante l’ultima puntata del programma di Retequattro Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi, una parte della trasmissione è stata dedicata al caso della triestina Liliana Resinovich. Al centro del servizio, le dichiarazioni del pizzaiolo Alfonso Buonocore, figura già nota nell’inchiesta mediatica, che ha ribadito la sua versione sui sacchi neri che avrebbe consegnato a Lilly.

«Sono andato da Sebastiano»

«Sono andato da Sebastiano per sapere a cosa potevano servire quei sacchi alla moglie», racconta Alfonso nel servizio. Una presa di posizione che ha fatto discutere e che, secondo il reportage, avrebbe provocato la reazione dei familiari della donna, in particolare del fratello Sergio, convinto che dietro quelle dichiarazioni ci sia «una regia occulta». Sergio avrebbe querelato il pizzaiolo.

Il servizio si interroga: perché Alfonso avrebbe riferito l’episodio a Sebastiano e non direttamente agli inquirenti? Perché non parlarne subito dopo il ritrovamento del corpo di Liliana Resinovich?

Una lite con la moglie e la volontà di “averla vinta”

Alla domanda su cosa lo abbia spinto a parlare, Alfonso offre una motivazione personale e sorprendente: «Mia moglie è convinta dell’omicidio perché ce l’ha morti con Sebastiano. Io ho detto, può anche darsi che sia colpevole Sebastiano, ma servono le prove. Lei insisteva: per me è stato Sebastiano. A quel punto mi sono arrabbiato e ho detto: basta, adesso vado da Sebastiano.»
Nel servizio, la giornalista definisce questa ricostruzione come una dinamica di «voglia di avere la meglio in una discussione».

Contraddizioni e domande aperte

Il racconto televisivo mette poi in evidenza diversi punti ancora oscuri. Alfonso sostiene di aver parlato dei sacchi con un «amico carabiniere», malato e poi deceduto: «Ho chiamato un mio amico carabiniere, gli ho spiegato la faccenda. Mi ha fatto capire di lasciare perdere.» Nessun nome è stato fatto.

L’uomo ricorda anche dettagli insoliti: il menù della serata in cui, a suo dire, Lilly gli avrebbe chiesto il primo sacco («lei una pizza margherita, i due uomini una pastasciutta, Adriana insalata di mare») e perfino la borsa con cui Liliana si sarebbe presentata la mattina successiva: «Una borsa blu con un mappamondo.» La trasmissione si domanda se il colore sia stato confuso: la nota borsa della donna era gialla, seppure con cartina geografica stampata.

Il servizio segnala inoltre divergenze sulle date della consegna dei sacchi, tra ricostruzioni precedenti e ultime dichiarazioni: 2019 prima della chiusura del ristorante o periodo Covid?

Quarto Grado lascia una domanda finale

La trasmissione si conclude con un interrogativo che rimane aperto: il pizzaiolo «vuole confondere le acque o aiutare le indagini?»
Un interrogativo che, a distanza di quattro anni, continua a ruotare attorno a una delle testimonianze più discusse del caso Resinovich.

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