giovedì 28 maggio 2026
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Cronaca

La proposta: “Ursus al posto della sala Tripcovich”

Luca Marsi ·
La proposta del Presidente della Guardia Costiera Ausiliaria del FVG, Fabrizio Pertot per una Tour Eiffel triestina
 
 
Il vecchio pontone Ursus è ancora lì, in Arsenale, in attesa di un intervento di recupero che, viste le gare andate deserte, chissà quando avverrà.
A essere preoccupati della sua sorte sono i responsabili della Guardia Costiera Ausiliaria del FVG che, dopo averlo ottenuto in regalo dalla Fincantieri ed essersene fatti carico per diversi anni, nel luglio del 2018 lo hanno donato all’Autorità Portuale per un suo recupero e restauro in seguito a un contributo concesso dallo Stato.
Il pontone, va ricordato, vede la sua costruzione a partire dal 1914 e - ricordano alla Guardia Costiera Ausiliaria del FVG - rappresenta un vanto per la nostra città, in quanto progettato e realizzato interamente da maestranze triestine.
Un autentico gigante per l’epoca, capace di sollevare 300 tonnellate, l'Ursus entra in attività nel 1921 e opera prima sulle grandi navi bianche e poi viene utilizzato per recuperare i relitti sparsi nel nostro golfo dopo la Seconda guerra mondiale, prima di essere impiegato in molteplici attività di carico in ambito portuale.
Viene quindi dismesso e, nel 2004, destinato alla demolizione, ma, per fortuna, intervengono i volontari della Guardia Costiera Ausiliaria che, pur di salvarlo lo accettano in dono dalla Fincantieri e lo accudiscono fino alla concessione di un contributo per riportarlo in vita e valorizzarlo, da parte del Ministero della Cultura.
“Siamo si preoccupati - afferma il Presidente della Gca del FVG, Fabrizio Pertot - ma anche entusiasti di questa opportunità, perché siamo certi che la città non possa rinunciare a uno dei suoi reperti storici più importanti e anche perché, grazie ai contributi che ci sono e a quelli che potrebbero ancora arrivare, l’Ursus potrebbe, raccontando la sua storia, assurgere a simbolo della rinascita del Porto Vecchio.
Dato che per questioni tecniche ed economiche si parla di metterlo "a terra" - prosegue Pertot - io lo vedrei bene, visto che ora si è liberato quello spazio, collocato dove un tempo sorgeva la Sala Tripcovich. Un bel biglietto da visita per chi arriva in città, destinato anche a offrire, quando poi sarà dotato di un ascensore, un panorama che abbraccia da una parte la città e dall’altra il Porto Vecchio e l’intero Golfo triestino. Senza contare le straordinarie potenzialità turistiche, che sarebbero illimitate (adibita come potrebbe essere a museo, infopoint, a ospitare un ristorante con vista sul Golfo, bar e visite panoramiche) di una struttura che potrebbe rappresentare, pur con i dovuti distinguo, una sorta di Tour Eiffel triestina. Non è una boutade e ci credo tantissimo”.
Gli fa eco il Vicepresidente della Gca del FVG, Roberto de Gioia, a suo tempo, assieme ai volontari, il vero artefice della sua salvezza.
"Concordo con il Presidente: il pontone dev'essere valorizzato per la sua storia, per quello che rappresenta e anche perché, per non vederlo demolito, si sono mobilitate tante persone, che ho avuto l’onore e il piacere di affiancare, che si sono prodigate e sacrificate all’inverosimile per tenerlo in vita, in attesa di un suo recupero. In troppi hanno creduto e credono ancora nella sua valorizzazione; salvarlo è quindi un dovere da parte della città e quella che si merita ora è una sede prestigiosa”.

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