Territorio Libero di Trieste, ecco la petizione a difesa dei diritti fiscali e bancari

La International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste – I.P.R. F.T.T. ha presentato oggi, 24 aprile, in conferenza stampa a Trieste la propria nuova petizione al Parlamento Europeo per la difesa dei diritti fiscali e bancari dei cittadini e delle imprese dell’attuale Territorio Libero di Trieste.
Nella petizione la I.P.R. F.T.T. chiede all’Unione Europea di sospendere in autotutela l’applicazione delle Direttive 2011/16/UE del 15.02.2011 del Consiglio, 2015/849 del 20.05.2015 del Parlamento Europeo e del Consiglio, dei Regolamenti 2016/1675 del 14.07.2016 della Commissione, 2023/1114 del 31.05.2023 del Parlamento Europeo e del Consiglio nel Free Territory of Trieste e nel suo Porto Franco internazionale fino a che non sia stato sottoscritto un accordo in materia fiscale e bancaria tra il Governo italiano quale amministratore civile provvisorio del Free Territory of Trieste e l’UE, nel rispetto dell’ordinamento del Free Territory amministrato, in particolare delle norme prevalenti di diritto internazionale del Trattato di Pace con l’Italia del 1947 e nel rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.
La richiesta della I.P.R. F.T.T. fonda principalmente sugli obblighi internazionali assunti dal Governo italiano verso l’attuale Free Territory of Trieste - che confina con l’Italia dal 1947 e con la Slovenia dal 1992 - in base al Memorandum d’Intesa di Londra del 1954.
In particolare, dal 1954 il Governo italiano si è impegnato ad esercitare la rappresentanza del Free Territory amministrato nei confronti dell’UE ai sensi dei Trattati europei vigenti (art, 355 comma 3 TFUE: “Le disposizioni dei trattati si applicano ai territori europei di cui uno Stato membro assume la rappresentanza nei rapporti con l’estero”).
Quest’obbligo prescinde anche dal divieto per il Free Territory (art. 24.4 dell’Allegato VI del Trattato di Pace con l’Italia) di costituire unioni economiche di carattere esclusivo con qualsiasi Stato, perché l’UE ha già concluso accordi in materia bancaria e fiscale con Stati che non ne fanno parte adattando di conseguenza le proprie direttive: ne è un esempio il recente accordo con San Marino, vigente dal 1 gennaio 2026.
La questione è di grande rilevanza internazionale, perché “Il regime speciale del Porto Franco internazionale di Trieste è unico al mondo, poiché consente l'imbarco, lo sbarco, il deposito, la lavorazione ed il commercio delle merci di tutti gli Stati in esenzione doganale e fiscale, senza discriminazioni” ragion per cui l’applicazione arbitraria di normative europee nel Free Territory of Trieste non riguarda soltanto i suoi cittadini e le sue imprese, ma interferisce anche con i diritti economici e fiscali garantiti dal Trattato di Pace con l’Italia a tutti gli Stati, alle loro imprese e alle loro merci.
I.P.R. F.T.T. – Information Service
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