La Curva Nord alza la voce: “Così muore il tifo organizzato al PalaTrieste”

La stagione della Pallacanestro Trieste si apre tra entusiasmo sportivo e polemiche sugli spalti. Con un lungo comunicato diffuso sui social, la Curva Nord ha denunciato le nuove regole introdotte all’interno del PalaTrieste, regole che – a loro dire – rischiano di mettere fine a 26 anni di tifo organizzato così come la città lo ha conosciuto.
una tradizione di passione e coesione
Dal 1999, anno di inaugurazione del palasport, la Curva Nord non è mai stata un semplice settore numerato ma un vero luogo di incontro, di amicizia e di aggregazione. Lì, a ridosso della balaustra, generazioni di tifosi hanno gioito, sofferto, cantato e dato vita a coreografie che hanno reso Trieste un esempio a livello nazionale, al punto da ricevere premi in Comune e l’ammirazione persino dei telecronisti internazionali.
le nuove regole contestate
Oggi, però, lo scenario cambia radicalmente. Secondo la Curva, senza alcun preavviso agli abbonati né confronto con i gruppi organizzati, sono state introdotte misure che rivoluzionano l’assetto della Nord:
divieto di sostare in balaustra e sotto la curva, con minaccia di daspo;
divieto di fermarsi sulle scale centrali, cuore delle coreografie;
ingresso vietato a chi non possiede l’abbonamento in Curva, anche se da anni vi partecipa da altri settori;
obbligo di occupare il posto assegnato, in netto contrasto con l’abitudine collettiva di vivere il tifo come un’esperienza corale;
limitazioni alle coreografie, con il rischio di vanificare materiali già acquistati per il derby;
restrizioni su collette, fanzine e vendita di materiale, attività che hanno sempre finanziato bandiere, trasferte e tamburi.
Secondo i tifosi, tutto questo spezza famiglie e gruppi di amici, snatura il senso stesso della Nord e criminalizza un tifo che in oltre due decenni ha dimostrato compattezza e passione, senza mai creare problemi seri di ordine pubblico.
la sicurezza al centro del dibattito
Alla base delle decisioni vi sarebbe la necessità di garantire maggiore sicurezza, soprattutto dopo episodi isolati della passata stagione. Ma la Curva ribatte: “Il PalaTrieste è sempre stato un luogo sicuro, chi parla di emergenza lo fa per creare ad arte un clima di tensione”.
la resa amara, ma non la fine
“Non gridiamo allo scandalo – scrivono i tifosi – ma prendiamo atto che la strada presa punta a eliminare il tifo organizzato”. La Nord non abdica: il gruppo annuncia che continuerà a sostenere la squadra, soprattutto in trasferta, dove “potremo tifare liberi, compatti e coesi”.
Un epilogo amaro per una stagione che, secondo la stessa Curva, avrebbe potuto rappresentare la consacrazione della squadra e del pubblico triestino tra i grandi palcoscenici nazionali. “Dispiace che i ragazzi non avranno il sesto uomo nei momenti di difficoltà – conclude il comunicato – ma resta il nostro amore per la Pallacanestro Trieste. Avanti Curva Nord, avanti Pallacanestro Trieste!”.
Foto curva nord
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