L’attrice triestina Anita Kravos al cinema con “Due famiglie, un funerale”: commedia tutta da ridere

Dal 13 novembre 2025 arriva nelle sale italiane “Due famiglie, un funerale”, la nuova commedia diretta da Mark Melville, che promette di far ridere e riflettere allo stesso tempo.
Protagonista assoluto è Maurizio Mattioli nei panni di Peppino, un impresario funebre romano travolto da una doppia vita e da una diagnosi inaspettata. Nel cast anche Enzo Salvi, Isabelle Adriani e l’attrice triestina Anita Kravos, che interpreta con eleganza e intensità il ruolo della moglie Lidia.
Tra due famiglie e una notizia che sconvolge ogni equilibrio
La trama è un concentrato di situazioni comiche e momenti di umanità. Peppino, affiancato dal maldestro Spartaco (Salvi), conduce un’esistenza già caotica tra funerali disastrosi e affari complicati. Ma la scoperta di avere poche settimane di vita lo spinge a una decisione folle, che metterà sottosopra le due famiglie e farà emergere la fragilità dei rapporti umani.
Un film che unisce leggerezza, ritmo e sentimento, toccando con ironia temi universali come la famiglia, il destino e la ricerca della felicità.
Nel cast anche Fioretta Mari, Andrea Roncato, Raffaella Fico, Giorgia Fiori, Giuseppe Marvaso e Arianna Aloi, in una produzione Marvaso Production Films in collaborazione con Taffo Funeral Services.
Anita Kravos, il talento triestino del cinema italiano
Nata a Trieste il 2 aprile 1974, da madre slovena e padre calabrese, Anita Kravos è una delle attrici più apprezzate del panorama nazionale. Nastro d’Argento per “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, candidata al David di Donatello 2010 per “Alza la testa” e protagonista di “Come l’ombra” di Marina Spada, ha lavorato in numerose produzioni italiane e internazionali, tra cui “Romanzo familiare”, “Un passo dal cielo 6” e “Volevo fare la rockstar”.
La Kravos è anche docente di recitazione, membro delle Accademie del Cinema Italiano ed Europeo e impegnata in progetti artistici e formativi in tutta Europa.
Con “Due famiglie, un funerale”, l’attrice triestina conferma ancora una volta la sua versatilità e capacità di unire profondità e ironia, portando sullo schermo una figura femminile complessa, autentica e indimenticabile.
Un film che fa ridere, ma anche pensare: perché, come insegna la storia di Peppino, a volte serve una crisi per riscoprire la bellezza della vita e dei legami che la rendono unica.
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