Italia e intelligenza artificiale, la sfida della sovranità digitale arriva in Senato

Come governare l’intelligenza artificiale senza subirne le conseguenze? Come proteggere dati, infrastrutture e servizi in un mondo sempre più dipendente dalla tecnologia? Sono alcune delle domande affrontate nel convegno “Italia Digitale: Sicurezza e Sovranità nell’era dell’AI”, ospitato nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica.
L’iniziativa, organizzata da Pilat & Partners su iniziativa della senatrice Domenica Spinelli e con il patrocinio di Geopolitica.info, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della ricerca e delle imprese per discutere uno dei temi più strategici dei prossimi anni.
“Governare i processi e non subirli”
Ad aprire il confronto è stato il videomessaggio della senatrice Domenica Spinelli, che ha richiamato l’attenzione sul dibattito europeo relativo alla governance dell’intelligenza artificiale.
Secondo la senatrice, la sfida principale consiste nella capacità di governare i processi di trasformazione tecnologica senza perdere di vista il valore della persona e dell’umanità all’interno delle decisioni.
Un concetto che ha fatto da filo conduttore a tutto il confronto, nel quale è emersa la necessità di bilanciare innovazione, sicurezza e tutela dei diritti.
Cybersicurezza e competenze al centro della sfida
Nel corso del convegno è stato sottolineato come il vero nodo non sia più soltanto adottare strumenti di intelligenza artificiale, ma sviluppare competenze, responsabilità e sistemi di controllo adeguati.
Fabio Bisogni, presidente di UNINT, ha evidenziato che la vera sfida consiste proprio nella capacità di governare l’AI attraverso sicurezza, competenze e responsabilità.
Un approccio condiviso anche dai rappresentanti del mondo della ricerca pubblica, che hanno ribadito l’importanza di sviluppare tecnologie sicure, trasparenti e orientate all’interesse collettivo.
La sovranità digitale come tema strategico
Uno dei temi più discussi è stato quello della sovranità tecnologica.
Pierfrancesco Breccia, ricercatore di Diritto dell’Unione Europea presso UnitelmaSapienza, ha richiamato il percorso europeo verso una maggiore autonomia digitale e verso una tutela più efficace dei diritti fondamentali all’interno del nuovo ecosistema tecnologico.
Alessandro Savini di Geopolitica.info ha invece ricordato come l’Italia sia già il primo Paese dell’Unione Europea ad aver allineato il proprio quadro normativo all’AI Act europeo.
Secondo Savini, la sfida futura sarà evitare che le infrastrutture decisive per il Paese vengano governate esclusivamente attraverso scelte prese altrove.
Le imprese tra opportunità e rischi
Ampio spazio è stato dedicato anche alle testimonianze delle aziende impegnate nei processi di innovazione digitale.
Fortunato Costantino di Q8 Italia ha messo in guardia dal rischio di una dipendenza sempre meno percepibile dalle tecnologie intelligenti, mentre Massimo Dodoni di DAF Veicoli Industriali ha illustrato come l’intelligenza artificiale stia già trasformando il settore della logistica avanzata, aumentando sicurezza ed efficienza senza sostituire il ruolo umano.
Dal confronto è emerso come molte imprese italiane stiano ancora utilizzando l’intelligenza artificiale in maniera frammentata, senza una vera strategia integrata e senza modelli di governance adeguati.
Dalla sanità ai servizi pubblici
Tra gli esempi concreti presentati durante il convegno figurano anche applicazioni già operative dell’intelligenza artificiale in servizi essenziali.
Guido Lucarelli, amministratore delegato di ISED – Gruppo Expert.ai, ha illustrato esperienze sviluppate nel settore sanitario e nei servizi pubblici, dal sistema di emergenza 118 fino al Fascicolo Sanitario Elettronico.
L’obiettivo dichiarato è costruire infrastrutture digitali sempre più governabili, resilienti e sicure.
“L’intelligenza etica resta la vera differenza”
A chiudere i lavori è stato Riccardo Pilat, CEO di Pilat & Partners, che ha sintetizzato il significato dell’incontro sottolineando come automazione e digitalizzazione siano ormai realtà consolidate.
Secondo Pilat, la vera differenza competitiva continuerà però a essere rappresentata dalla capacità umana di porre le domande giuste e mantenere l’intelligenza etica al centro delle decisioni.
Un messaggio che sintetizza perfettamente il tema emerso durante l’intera giornata: nell’era dell’intelligenza artificiale, la tecnologia corre veloce, ma il fattore umano continua a rappresentare il vero elemento decisivo per il futuro del Paese.
Articoli correlati
CronacaIncendio in un appartamento di via Battisti a Trieste: una persona in gravi condizioni
Momenti di forte apprensione nella serata di venerdì 17 luglio a Trieste, dove un incendio è divampato all'interno di un appartamento situato in via Battisti. L'allarme ha mobilitato i soccorsi, intervenuti rapidamente per fronteggiare le f
CronacaCaro vita, MDC Fvg: “Famiglie costrette a tagliare su consumi energetici e alimentari”
L’Osservatorio Prezzi del Movimento Difesa del Cittadino (MDC FVG), ha esaminato i dati Istat sull’andamento dei prezzi a Giugno rilevando che l’inflazione è aumentata del 3% su base annua, in rallentamento rispetto al 3,2% di maggio, parim
CronacaIncidente a Duino nel pomeriggio: scontro tra due auto, traffico deviato verso il Castello
Momenti di apprensione nel pomeriggio di venerdì 17 luglio, quando un incidente stradale ha interessato la zona di Duino, lungo la strada che collega Monfalcone con il borgo carsico, nei pressi dell'area del bowling. Per cause ancora in cor
CronacaAllo Ial Fvg di Trieste e Gorizia gli esami del benessere diventano prova di mestiere e passione
Precisione, creatività, capacità di ascolto e padronanza delle tecniche, come accade nelle professioni legate alla cura della persona. Sono stati questi gli elementi al centro degli esami di qualifica e di diploma nei percorsi del benessere
