Il viaggio di Marco Cavallo nei CPR: un grido per giustizia e dignità
Marco Cavallo torna a viaggiare. Dopo aver attraversato gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, diventando simbolo di libertà e denuncia contro l’inumanità di quelle strutture, oggi il suo percorso lo porta nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), luoghi che per molti aspetti ricordano i vecchi manicomi, ma che rappresentano una ferita ancora più crudele sul piano dei diritti umani.
Nei CPR sono rinchiusi uomini e donne che hanno perso tutto: fuggiti da guerre, fame e povertà, si ritrovano privati anche della libertà e della dignità. La loro unica “colpa” è essere migranti.
cpr: le nuove prigioni dell’ingiustizia sociale
I Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono luoghi di detenzione senza reato. Strutture che incarnano l’esclusione sociale, la sospensione dei diritti e la violenza istituzionalizzata. Marco Cavallo diventa così la voce di chi non ha voce, il simbolo di un viaggio che denuncia ma allo stesso tempo unisce, coinvolge, crea solidarietà.
un tour attraverso l’italia per accendere i riflettori
Il viaggio inizierà il 6 settembre 2025 a Gradisca d’Isonzo, per proseguire il 20 settembre a Milano, il 27 settembre a Roma, il 4 ottobre a Palazzo San Gervasio, l’8 ottobre a Brindisi e il 10 ottobre a Bari.
Ogni tappa sarà occasione di incontri, dibattiti, performance artistiche e momenti di partecipazione collettiva, per rompere il silenzio e riportare al centro il tema dei diritti negati nei CPR.
la campagna “180 bene comune”
Il viaggio di Marco Cavallo è parte della campagna “180 Bene Comune. L’arte per restare umani”, promossa dal Forum Salute Mentale. La legge 180, che chiuse i manicomi, non è solo una norma sanitaria: rappresenta un presidio di civiltà, un principio che riguarda tutti, perché parla di dignità e di convivenza.
Oggi, mentre i CPR si affermano come nuove istituzioni della segregazione, riaffermare i valori di quella legge significa ribadire che la dignità umana non ha confini.
arte, musica e partecipazione come strumenti di resistenza
Ogni tappa sarà arricchita da momenti di arte, musica, teatro e creatività. Perché la cultura non è solo testimonianza, ma anche resistenza, capacità di cambiare la narrazione dominante, di creare spazi di speranza e di inclusione.
un invito a partecipare
Il progetto è aperto a tutti: cittadini, associazioni, istituzioni. È possibile sostenere il viaggio di Marco Cavallo attraverso adesioni, collaborazioni e contributi. Ogni gesto diventa parte di una rete che dà forza a chi oggi è privato della propria voce.
FOTO CGIL TRIESTE
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