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Cronaca

Il Friuli Venezia Giulia è autonomo nel trattamento dei fanghi di depurazione

redazione·
Il Friuli Venezia Giulia è autonomo nel trattamento dei fanghi di depurazione

Friuli Venezia Giulia può contare su una soluzione strutturale ed avanzata per la gestione dei fanghi di depurazione di tutta la regione. L’hub fanghi di San Giorgio di Nogaro, infatti, è completato: il progetto, del valore complessivo di circa 13 milioni di euro, è stato finanziato con 10 milioni di euro nell’ambito del PNRR ed è gestito da CAFC, principale utility dell'acqua in FVG sotto il controllo di AUSIR, l'ente di governo d'ambito regionale per il servizio idrico e i rifiuti.

L'impianto è un essiccatore a bassa temperatura di ultima generazione, progettato per trattare fino a 20.000 tonnellate all'anno di fanghi disidratati prodotti dai gestori del servizio idrico di tutta la regione. I fanghi sono il residuo inevitabile della depurazione delle acque reflue: ogni volta che l'acqua viene pulita prima di tornare in natura, rimane uno scarto solido da smaltire. Finora questo materiale veniva in parte trasportato fuori regione o destinato ad usi agricoli, con costi logistici elevati. L'Hub di San Giorgio di Nogaro risolve il problema trattando in loco i fanghi della depurazione, in un'ottica concreta di economia circolare, senza esternalizzare impatti e costi al di fuori del territorio.

Il cantiere, avviato il 4 marzo 2024, si è chiuso in meno di due anni: un risultato che certifica la capacità del sistema regionale di rispettare le tempistiche imposte dal PNRR, portando a termine con successo tutte le fasi, progettazione, gara, realizzazione e rendicontazione, in un'opera di questa portata. È ora in corso la fase di collaudo, la verifica tecnica delle prestazioni prima della messa in esercizio definitiva.

«Completare un'opera di questa complessità nei tempi fissati dal PNRR» - afferma Andrea Delle Vedove, presidente di AUSIR - «è la dimostrazione che il Servizio Idrico Integrato del Friuli Venezia Giulia sa tradurre la programmazione in risultati concreti. Per l’AUSIR è anche una conferma importante: la collaborazione tra ente di governo, gestore e amministrazioni produce risultati concreti e continuerà ad essere alla base degli investimenti sul territorio regionale.» 

Numeri e caratteristiche dell’impianto

Progettato per trattare fino a 20.000 tonnellate all'anno di fanghi disidratati, l'impianto è collocato in posizione baricentrica rispetto ai territori di tutti i gestori del servizio idrico regionale. La concentrazione dei trattamenti in un unico polo consentirà importanti economie di scala, una maggiore efficienza gestionale, una riduzione significativa dei costi di trasporto e trattamento finale, oltre alla possibilità di destinare il fango a riutilizzi alternativi all’agricoltura.

Tra i principali benefici attesi: 

-       il contenimento dei quantitativi di materiale da avviare a recupero esterno;

-       l'ottimizzazione dei consumi energetici;

-       il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori grazie a tecnologie a basse temperature e a sistemi avanzati per il trattamento e il contenimento dell'aria prodotta durante l'essiccamento.

Sul fronte energetico, il progetto integra un impianto fotovoltaico da 600 kW in grado di produrre oltre 660.000 kWh all'anno di energia rinnovabile, mentre l'anidride carbonica prodotta nel processo di essiccamento è valorizzata per alimentare il sistema energetico interno. La collocazione presso il grande depuratore di San Giorgio di Nogaro, già dotato di trigenerazione e del servizio di ricezione dei fanghi liquidi da tutta la regione, ha consentito di sfruttare infrastrutture esistenti, riducendo l'impatto complessivo dell'intervento.

AUSIR, ente di governo del Servizio Idrico Integrato, ha accompagnato l'intero percorso dalla programmazione al monitoraggio dell'attuazione, garantendo il rispetto degli obblighi di rendicontazione e un controllo costante sull'avanzamento del cantiere insieme al gestore CAFC S.p.A.

«L'Hub di San Giorgio di Nogaro cambia in modo strutturale le condizioni operative di CAFC nella gestione dei fanghi» – commenta il presidente di CAFC Salvatore Piero Maria Benigno - «Avere un impianto regionale dedicato significa non dipendere da soluzioni esterne e garantire maggiore stabilità al servizio, anche grazie al coordinamento con AUSIR. Per il territorio significa poter trattare localmente i fanghi di depurazione, con tecnologie adeguate e nel rispetto degli standard ambientali.»

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