“Il consumismo ci ammala”, Vescovo Trevisi sprona a riscoprire l’amore evangelico a Natale

"Cari fratelli e sorelle, amati fratelli e sorelle, Ljubljeni bratje in sestre", così ha esordito il vescovo di Trieste, Mons. Enrico Trevisi, nell’omelia della Santa Messa della notte di Natale, un invito a riscoprire il vero senso di questa solennità.
Il Natale e la rivoluzione dell’amore
Mons. Trevisi ha ripreso le parole di Papa Francesco, che durante la sua visita a Trieste il 7 luglio scorso aveva parlato di una fede inquieta e radicata nel Dio fatto uomo. “Abbiamo bisogno dello scandalo della fede,” ha ribadito il vescovo, “una fede che entra nella storia, risana i cuori spezzati e diventa lievito di speranza.”
Guardando al presepe, Mons. Trevisi ha ricordato come l’incarnazione del Figlio di Dio ci invita a una rivoluzione dell’amore, lontana dai falsi idoli e vicina alla fragilità umana.
Un Natale contro il consumismo
Il vescovo ha lanciato un forte monito contro il consumismo, definendolo “una piaga, un cancro che anestetizza il cuore.” Ha invitato i fedeli a riflettere su quanto tempo e risorse vengono sprecati in beni effimeri, a scapito delle relazioni di qualità con i più fragili: malati, anziani, bambini e persone sole.
“Pensiamo alla sproporzione tra ciò che sprechiamo nel consumismo e le briciole che dedichiamo alla carità,” ha detto. La fede, per essere autentica, deve spiazzare i calcoli dell’egoismo umano e risvegliare una vita basata sull’amore evangelico.
L’infinito nell’umiltà
Citazioni da Umberto Saba e il richiamo alla "Città vecchia" di Trieste hanno completato il discorso. Mons. Trevisi ha ricordato che Dio si manifesta nei luoghi di sofferenza e degrado, invitando i triestini a riconoscerne la presenza nei volti degli ultimi e degli scartati.
“Dio si nasconde negli angoli scuri della vita della nostra città,” ha affermato, “l’Infinito di Dio si cela nella miseria umana, nel volto ferito di chi soffre.”
Un augurio di speranza
Concludendo, Mons. Trevisi ha invitato tutti a camminare insieme come pellegrini di speranza in questo Anno Santo appena iniziato, alimentati dall’Eucaristia e dall’impegno verso il prossimo.
“Auguro a tutti Buon Natale e un Buon Anno Santo. Avanti, camminiamo insieme!”, ha detto il vescovo, unendosi al messaggio di Papa Francesco di costruire una Chiesa viva e vicina a chi è in difficoltà.
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