ICS, accoglienza richiedenti asilo: “Situazione gravissima, fino a 173 persone abbandonate in strada” (VIDEO)
Il sistema di accoglienza per i richiedenti asilo a Trieste è di nuovo al collasso. Lo denunciano il Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS), la Diaconia Valdese, l’International Rescue Committee (IRC) e il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), che oggi, in conferenza stampa al Circolo della Stampa, hanno parlato senza mezzi termini di una grave inadempienza istituzionale.
Le organizzazioni richiamano la normativa europea – in particolare la Direttiva 2013/33/UE – che obbliga gli Stati membri a garantire immediatamente ai richiedenti asilo privi di mezzi di sostentamento le misure di accoglienza previste dalla legge. Nessuna deroga è possibile, nemmeno in caso di afflussi elevati.
La Corte di Giustizia dell’UE lo ha ribadito appena il 1° agosto, mentre la Corte Europea dei Diritti Umani considera la mancata assistenza a persone vulnerabili come un trattamento disumano e degradante vietato dall’art. 3 della Convenzione.
Dalla timida ripresa al tracollo
Dopo anni di gravi carenze (2022-2024), nel 2024 si era registrato un parziale miglioramento, grazie a un turnover veloce nelle strutture di prima accoglienza e a trasferimenti regolari verso altre città italiane (circa 60 persone a settimana).
Ma da giugno 2025 la frequenza e il numero di trasferimenti si sono bruscamente ridotti: oggi si trasferisce una sola volta a settimana e solo 35-40 persone, proprio nella stagione in cui, per ragioni climatiche, gli arrivi tendono a crescere.
Numeri da emergenza
Il peggioramento è rapidissimo. Secondo i dati diffusi dalle associazioni:
- 28 luglio 2025: 85 persone senza assistenza, più 10 casi vulnerabili.
- 30 luglio 2025: 111 richiedenti asilo e 13 vulnerabili abbandonati in strada.
- 4 agosto 2025: 173 uomini soli, 2 donne sole e 4 nuclei familiari con bambini privi di qualsiasi accoglienza.
Famiglie con bambini senza riparo
Le associazioni sottolineano come anche famiglie con minori e donne sole restino senza alloggio, nonostante abbiano formalizzato la domanda di protezione internazionale. L’unica assistenza proviene dalle reti di solidarietà volontarie, senza alcun sostegno istituzionale.
“Fenomeno prevedibile e mal gestito”
Le ONG parlano di una crisi annunciata: i picchi stagionali degli arrivi sono noti e i dati disponibili in anticipo, ma manca una programmazione strutturata.
Per il quarto anno consecutivo, Trieste si trova a fronteggiare una situazione di emergenza umanitaria che, secondo le associazioni, “richiede un intervento immediato e un dialogo concreto con il terzo settore”.
Pronti a vie legali
In assenza di provvedimenti urgenti, le organizzazioni si dicono pronte a intraprendere azioni legali per far rispettare le normative europee e tutelare i diritti fondamentali dei richiedenti asilo.
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