“I legali di Stasi giocano a fare gli inquirenti”: l’affondo di Cataliotti a Dentro la Notizia

Nel corso della puntata di “Dentro la Notizia”, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5, è intervenuto l’avvocato Gianluca Cataliotti, legale di parte civile nel caso Garlasco, che ha espresso con chiarezza la propria posizione su ciò che ritiene un comportamento “non corretto” da parte della difesa di Alberto Stasi.
“Io non faccio l’investigatore”, ha esordito Cataliotti, sottolineando come, a suo giudizio, alcuni avvocati impegnati nello stesso procedimento stiano andando oltre il loro ruolo.
Secondo il legale, infatti, la difesa di Stasi starebbe assumendo atteggiamenti più vicini all’attività investigativa che a quella difensiva, concentrandosi su ricostruzioni alternative dell’omicidio.
Cataliotti ha parlato di trasformazione impropria: “altri avvocati del nostro processo si trasformano da difensori del proprio assistito in inquirenti rispetto ad altri. Io a questo gioco non mi presto”.
L’avvocato ha ricordato che, se volesse adottare lo stesso approccio, avrebbe vita facile: “sarebbe gioco molto più facile… potrei puntare il dito contro Stasi cercando di evidenziare gli elementi indiziari e probatori che hanno indotto a una condanna passata in giudicato nei suoi confronti”.
Un passaggio che rimarca come, secondo Cataliotti, la sentenza definitiva contro Stasi rappresenti un punto fermo che la difesa non dovrebbe aggirare.
Nessuna nuova analisi in programma, solo atti strategici
Cataliotti ha poi chiarito lo stato dell’attività difensiva: non sarebbero previste nuove analisi o accertamenti straordinari, bensì un esame dello stato dell’arte delle valutazioni già compiute dai periti nominati e le consuete scelte di strategia processuale.
“Non abbiamo in programma analisi, semplicemente l'esame dello stato dell'arte sul lavoro dei periti e qualche decisione di natura strategico-difensiva”, ha spiegato.
Tra queste cita la possibilità di depositare una memoria o predisporre le domande per l’incidente probatorio, attività che definisce “assolutamente usuali”.
Tracce analizzate e ricostruzione dinamica dell’omicidio
L’avvocato ha spiegato che le tracce geneticamente e dattiloscopicamente esaminate sono quelle ritenute dai periti utili a ricostruire in maniera dinamica l’omicidio.
Un passaggio, però, ha condensato in modo netto il suo pensiero:
“Meglio dico io che di esempi non ce ne fosse manco una”, frase con la quale ha voluto ribadire la delicatezza del lavoro peritale e l’importanza di non costruire aspettative investigative su elementi che non esistono o che non risultano utili.
Il caso Garlasco, a distanza di anni, continua dunque a generare frizioni, interpretazioni e prese di posizione forti. L’intervento di Cataliotti si inserisce in un contesto in cui le strategie difensive e le letture del fascicolo sembrano riaccendere tensioni che il giudicato, secondo il legale, dovrebbe aver ormai chiarito.
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