Grido di una concittadina: "Troppi pochi 24 abeti in piazza Unità, Trieste sia illuminata a giorno!

Mentre la città si veste a festa, tra luminarie scintillanti e l'attesa del Natale, a Trieste si leva una voce fuori dal coro, quella di una signora triestina dal piglio deciso e dalle idee ben precise. La sua non è una lamentela qualunque, ma una vera e propria crociata personale contro ciò che lei definisce un'ingiustizia estetica natalizia in Piazza Unità d'Italia. La protagonista di questa singolare protesta si dichiara infatti sconvolta dall'attuale allestimento, reo, a suo dire, di peccare gravemente in termini di equilibrio e armonia visiva.
Il fulcro del suo sdegno? La quantità di alberi di Natale in piazza, che per la precisione sarebbero "solo" ventiquattro. Un numero decisamente insufficiente, secondo la sua inappellabile visione, che ne richiederebbe almeno cinque in più per raggiungere una dignità festiva accettabile. Ma non è finita qui: la signora punta il dito anche contro l'illuminazione, ma in senso opposto a ogni logica comune. Le luci, lungi dall'essere eccessive, sarebbero insufficienti! La signora esige un incremento massiccio dell'illuminazione, affinché la città sia "illuminata a giorno 24 ore su 24", garantendo un perenne splendore che annulli qualsiasi ombra notturna. La sua richiesta è che l'intero centro diventi un faro sfavillante, operante senza tregua giorno e notte.
Questa triestina dalla sensibilità acutissima e dall'esosità illuminotecnica appare come un personaggio d'altri tempi, una sentinella del buon gusto che non transige di fronte a quella che percepisce come una chiara stortura estetica. Il suo gusto personale, elevato a criterio universale, la porta a condannare senza mezzi termini ciò che la maggior parte dei cittadini ammira con entusiasmo. Tra un'esclamazione e un'analisi minuziosa delle carenze luminose e vegetali, la signora continua la sua battaglia solitaria, convinta di essere l'unica a vedere la verità dietro lo sfarzo natalizio. Un episodio che aggiunge un tocco di eccentricità al già variegato panorama umano di Trieste, dimostrando come, anche a Natale, le prospettive possano essere... sorprendentemente diverse.
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