GRATIS mania: il rito collettivo che trasforma il triestino distinto in gladiatore del banchetto

C’è una parola che in questa città ha più potere di un’orchestra sinfonica in piazza Unità, più magnetismo di una Barcolana, più fascino di un tramonto sul molo Audace: GRATIS.
Una sillaba che vibra nell’aria e che, appena pronunciata, scatena code interminabili, folla in delirio e un entusiasmo degno della finale dei mondiali.
l’epopea del “scartozo con 4 castegne”
Non importa cosa venga offerto: che si tratti di un “scartozo” con quattro castagne mezze bruciate, di due fettine di mortadella appoggiate su un tovagliolino trasparente o di un mini-pacchetto di patatine da aereo, l’effetto è sempre lo stesso. La fila.
Una fila epica, chilometrica, che serpeggia tra le calli cittadine come un fiume umano, pronta a resistere anche per ore pur di strappare quel boccone gratuito.
la mistica della fettina di prosciutto
Non c’è inaugurazione di supermercato che non diventi palcoscenico di questa sacra liturgia. Basta la voce di un banchetto con salatini e fettine di prosciutto per far moltiplicare la folla. L’aria si riempie di sguardi accesi, mani tese, piattini di plastica che si afferrano come reliquie. Il prosciutto gratis non è solo cibo: è status sociale, racconto da tramandare ai posteri.
apoteosi: il buffet
E poi il culmine, il sogno, la vetta: il buffet gratis.
Quando arriva la notizia che ci sarà un banchetto gratuito, il sangue triestino ribolle, i cuori accelerano, le agende si svuotano. Non importa il motivo dell’evento – conferenza stampa, inaugurazione, presentazione di un libro che nessuno leggerà – l’importante è che ci sia il banchetto.
E allora giù: pizzette, tartine, bicchierini di prosecco, pacchetti di caramelle. La calca diventa una danza selvaggia, un rituale collettivo che unisce tutte le classi sociali sotto la stessa bandiera: l’abbuffata gratuita.
la legge universale del “gratis”
A Trieste, il gratis non è un dettaglio, è legge universale. È la forza che muove i popoli, la calamita che unisce generazioni, l’energia che trasforma il cittadino più distinto in un velocista olimpico pronto a piombare sul banchetto.
Che sia una caramella singola o una confezione di biscotti sbriciolati, l’importante è che non si paghi. Perché l’anima triestina sa riconoscere il vero lusso della vita: non è il caviale, non è il tartufo… è il gratis.
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